SAN BENEDETTO – Sala piena all’Hotel Relax per l’assemblea convocata dall’ITB, l’Associazione Italiana Turismo Balneare. Una quarantina di operatori balneari si sono ritrovati per fare il punto sulla direttiva Bolkestein e sul suo impatto sul futuro delle concessioni demaniali, con uno sguardo alle prossime elezioni comunali.

Ad aprire la riunione è stato il candidato sindaco Nicola Mozzoni, proprietario dell’hotel che ha ospitato l’incontro, con un saluto alla platea in cui ha anticipato il suo approccio al tema: da sindaco, ha detto, vuole istituire un tavolo di lavoro permanente per affrontare la questione delle concessioni. A prendere poi la parola è stato Giuseppe Ricci, presidente dell’ITB, che ha inquadrato la situazione Bolkestein in termini netti: «Una sciagura che ha colpito il nostro settore», definendo Mozzoni «il rappresentante del nostro comune che può portare avanti le nostre problematiche». Ricci è affiancato dagli avvocati Vincenzo De Michele e Antonella Guida, incaricati dall’associazione tre anni fa per seguire la battaglia legale sul tema concessioni con un mandato preciso: costruire una strategia legale contro la direttiva europea. «Le gare non si possono e non si devono fare», ha detto De Michele, rivendicando la solidità della posizione giuridica della categoria.

Sul piano normativo, Ricci ha sostenuto che il Codice della Navigazione garantisce rinnovi illimitati alle concessioni, revocabili solo in caso di malagestione o di prevalente interesse pubblico. L’avvocato De Michele ha richiamato la legge del 16 marzo 2001, che aveva introdotto il rinnovo automatico delle concessioni, come fondamento giuridico dei diritti acquisiti dai concessionari nel corso degli anni.

La realtà normativa attuale, però, racconta una storia diversa. Quella legge è stata superata dal recepimento della direttiva Bolkestein nel 2010, e nel 2021 il Consiglio di Stato ha stabilito in modo definitivo che le norme italiane sul rinnovo automatico sono incompatibili con il diritto europeo. Il cosiddetto diritto di insistenza (la preferenza al concessionario uscente in caso di nuova assegnazione) era già stato abolito nel 2009, dopo una procedura di infrazione aperta dall’Unione europea contro l’Italia.

Sul fronte politico, Ricci non ha risparmiato gli strali contro chi, a suo avviso, ha ceduto alle pressioni europee: «Certi politici ci hanno barattato, forse per i soldi del PNRR». Un’allusione al legame, più volte sollevato dalla Commissione europea, tra l’avvio delle gare sulle concessioni e l’erogazione di alcune rate del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. E ha accennato a un altro candidato sindaco che avrebbe indicato come priorità la revisione del piano regolatore per trasformare aree demaniali in spiagge libere: «I turisti non avranno dove andare, penalizzando l’economia della città».

Alla proposta di aprire alla concorrenza e alle spiagge libere, Ricci ha risposto senza mezzi termini: «Questo non è possibile, la ritengo una porcheria». Il messaggio ai presenti era altrettanto diretto: «Adesso ci dobbiamo coalizzare».