La storica cantina abruzzese acquisita da nuovi soci. Presenti il sindaco Carletta e ospiti d’eccezione: il sommelier dell’anno 2017 e uno chef stellato

Nove generazioni di storia vinicola non si disperdono: la cantina Tavoletti di Controguerra ha una nuova proprietà, ma conserva il nome, la memoria e l’ambizione di chi l’ha preceduta. L’acquisizione da parte di Di Florio e del socio Yannis Kyriazis, per una produzione di 60.000 bottiglie per circa 20 ettari di vigneti, è stata presentata nell’ambito di Abruzzo Wine and Food Vision, la manifestazione dedicata alle strategie e alle nuove visioni per il futuro della ristorazione e dell’ospitalità, alla presenza del sindaco di Controguerra, Franco Carletta, e di alcune delle voci più autorevoli del mondo enogastronomico abruzzese e nazionale.

Il nome resta, l’ambizione cresce

«Nove generazioni della famiglia Tavoletti che oggi custodiamo noi»: con queste parole i nuovi proprietari hanno spiegato la scelta di mantenere il marchio storico, riconoscendo il valore identitario di un nome che affonda le radici nel territorio di Controguerra. Una decisione che non è nostalgia, ma strategia: in un mercato sempre più competitivo, l’autenticità è un vantaggio difficile da imitare.

La linea premium si chiama Don Armando, in omaggio alla tradizione familiare, e si affianca a un percorso già tracciato: negli anni Sessanta fu Lidia Tavoletti a dare impulso all’impresa con una visione lungimirante, anticipando i tempi di quella che oggi si chiamerebbe imprenditoria femminile.

«I consumatori cambiano e la competizione cresce», ha sottilineato Nico di Florio. «La sfida è interpretare il cambiamento senza perdere ciò che rende questo posto unico.»

Nico di Florio

Controguerra, terra di vino e di sfida collettiva

Il territorio di Controguerra conta quattordici cantine: un patrimonio che, secondo i nuovi proprietari della cantina Lidia e Amato, va raccontato nel suo insieme. «La sfida si vince insieme», è stato detto con chiarezza durante la presentazione. «Parlare solo di sé stessi è perdente. A duecento metri da qui ci sono Monti, Pepe, Illuminati: raccontare questo territorio significa raccontarli tutti.» L’obiettivo dichiarato è andare oltre la semplice narrazione aziendale per costruire un racconto autentico di Controguerra come destinazione enologica.

Sindaco di Controguerra Franco Carletta

Il sindaco Franco Carletta ha ribadito il valore del legame tra vino e territorio: «Dovunque ti muovi in questa zona, senti che per fare buon vino c’è bisogno di sapere.» Ha poi ricordato la medaglia d’oro ottenuta dal Don Armando, e ha indicato nel turismo enogastronomico «la vera sfida per creare un turismo destagionalizzato», capace di portare visitatori anche fuori dalla stagione estiva. «L’agricoltura non è più quella di cinquant’anni fa», ha aggiunto. «Non è più legata solo alla produzione.»

Sinesi: «La sostenibilità si fa, non si ostenta»

Tra gli ospiti della presentazione, Gianni Sinesi, eletto sommelier dell’anno nel 2017 e miglior sommelier italiano nel 2018, ha offerto una lettura lucida dei cambiamenti nel consumo di vino. «Si beve in maniera più consapevole, perché la gente sta imparando a scegliere», ha osservato. «Chi beve meno lo fa perché vuole un’esperienza, non semplicemente una bottiglia.»

Ma attenzione al cortocircuito tra immagine e sostanza: «Lo storytelling raccontato sui social non sempre si accorda con il gusto reale. Il territorio racconta ciò che siamo, ma solo se il produttore ha la sensibilità di interpretarlo.»

Sul tema della sostenibilità, Sinesi ha lanciato una riflessione netta: «Va studiata e messa in atto, ma non ostentata. Se diventa un bollino di marchio, perdiamo il valore della sostenibilità stessa. È come la beneficenza: si fa, ma non si dice. Al cliente interessa il gusto e l’identità del vino.»

Vallese: «Stiamo vendendo il territorio o lo stiamo raccontando?»

Una domanda destinata a restare aperta è arrivata da Romano Vallese, titolare di Meccanismi, agenzia di marketing digitale di Roseto degli Abruzzi: «Stiamo adattando il territorio ai turisti, o lo stiamo vendendo?» Non manca una stoccata alle recenti vicende che hanno interessato il Ministero del Turismo, in particolare al sistema sistema della comunicazione turistica italiana: «a livello di comunicazione non ce la passiamo bene», e all’assenza di una visione politica strutturata: «Il turismo dovrebbe essere tra i ministeri più importanti.»

Pezzuto, la stella Michelin e il ristorante diffuso

A chiudere il cerchio tra vino e cucina è stato Davide Pezzuto, chef con una stella Michelin, che ha raccontato la propria esperienza, inclusa l’emozione del riconoscimento ottenuto in ottobre, e il progetto Done, ristorante diffuso che intreccia gastronomia e territorio.

Pezzuto ha insistito sul rapporto tra chef e produttore come asse centrale di una nuova cultura del cibo e del vino: non più un semplice scambio commerciale, ma una relazione vitale, fatta di conoscenza reciproca e visione condivisa.

Visite e degustazioni

La cantina propone tre pacchetti di visita, tutti con un minimo di due partecipanti. Il Classic (25€) include la degustazione di tre vini in due ore; il Premium (35€) sale a quattro vini nella stessa durata; il Prestige (45€) offre cinque vini in due ore e mezza. C’è possibilità di effettuare visite in cantina e visite ai vigneti con degustazioni guidate dall’enologo.

Le prenotazioni si raccolgono scrivendo a info@lidiaeamato.com