Per chi non lo sapesse il genero di Gaetano Bafile è un sambenedettese purosangue che sentiremo domani al telefono. Intanto ci ha dato il permesso di pubblicare l’articolo e la foto in primo piano del giornale italo-venezuelano.
Il Governo Bolivariano ha denunciato con una nota ufficiale una “gravissima aggressione militare” statunitense che avrebbe preso di mira obiettivi civili e militari a Caracas e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Il presidente Nicolás Maduro, dopo aver attivato il dispiegamento del comando per la difesa integrale della nazione, ha proclamato “lo stato di emergenza”. Il provvedimento, una misura eccezionale prevista dalla Costituzione venezuelana per rispondere a minacce alla sicurezza nazionale provenienti dall’estero, dispone il passaggio immediato del Paese alla “lotta armata”.
Gli obiettivi, stando alle prime confuse notizie, sarebbero le basi aeree militari di Caracas, Higuerote e Maracay, il “Cuartel de la Montaña”, dove riposano i resti del tenente colonnello Hugo Chávez Frías, e Fuerte Tiuna, principale avamposto militare di Caracas. I bombardamenti avrebbero colpito anche punti strategici e strutture elettriche nevralgiche, provocando un massiccio blackout e incendi visibili da chilometri.
La capitale, ma anche altre città del Paese, sono state improvvisamente svegliate dal rombo costante dei caccia supersonici e dalle assordanti esplosioni che hanno segnato l’inizio di una inquietante e drammatica escalation nelle tensioni tra Venezuela e Stati Uniti.
Stando ai primi report e ai video che corrono sui social media, ad essere colpito sarebbe il cuore militare del Paese e il simbolo del “chavismo”. La capitale per il momento è avvolta da una fitta coltre di fumo. Nell’oscurità risalta la luce degli incendi nei punti in cui sarebbero stati colpiti i primi obiettivi militari.
L’attacco giunge dopo un lungo braccio di ferro tra l’amministrazione Trump, che accusa Caracas di guidare una rete internazionale di narcotraffico, e il governo del presidente Maduro, che denuncia il proposito nordamericano di appropriarsi delle risorse naturali del Paese.
La scorsa settimana, il presidente statunitense aveva già annunciato un raid contro una “grande installazione” portuale (presumibilmente nell’Alta Guajira), operazione confermata anche dal presidente colombiano Gustavo Petro.
La portata dell’operazione sembra suggerire che sia iniziata una fase bellica aperta in territorio venezuelano, la quale metterebbe a dura prova il sistema difensivo del Paese che, pochi giorni fa, il presidente Maduro aveva dichiarato “pronto a garantire l’integrità territoriale”.
Redazione Caracas
Come riportato dalla Cnn, citando alcune fonti, Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati poi prelevati durante la notte dalle forze statunitensi

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