SAN BENEDETTO – Come ampiamente prevedibile, nel giro di qualche mese – o anno – nessuno nascerà più a San Benedetto del Tronto. L’annuncio è arrivato ieri dal sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, legittimamente soddisfatto: «È stato ascoltato il territorio. Un atto aziendale costruito dal basso, con il contributo degli operatori, della conferenza dei sindaci e del territorio». Parole riportate dal Corriere Adriatico, accompagnate dalla consueta lamentazione della costa, che si dice “penalizzata”.

La domanda, però, è semplice: perché mai la costa dovrebbe ritenersi penalizzata se anche a San Benedetto fosse previsto un punto nascita?

Semplice: non potranno esserci nel Piceno due punti nascita. E mi aspetto di essere smentito.

I punti nascita possono restare solo in ospedali per acuti, cioè in ospedali di Primo Livello, per i quali servono almeno 300 mila residenti come bacino potenziale. Questo è.

È la ciliegina sulla torta (e temo non sarà l’ultima) che conferma ciò che noi di Riviera Oggi ripetiamo dal 2020, anno in cui il centrodestra vinse le regionali promettendo l’impossibile: due ospedali di Primo Livello nel Piceno.

Aggiungo: due ospedali di Primo Livello con relativi punti nascita.

Una promessa tecnicamente irrealizzabile per svariatissimi motivi come ha ricordato più volte l’esperto dottor Claudio Maria Maffei. Una responsabilità aggravata dall’atteggiamento tenuto nelle ultime elezioni regionali, quando il candidato presidente Matteo Ricci, non solo non smontò quella fake, ma di fatto la avallò. Errore politico enorme.

Di chi le responsabilità di quanto sta continuando ad accadere? Attendo risposte.

Da parte nostra, non ce la prendiamo con i sindaci dei piccoli comuni, né con gli amministratori sambenedettesi, incapaci – ormai è un dato – di difendere il proprio territorio, mentre i colleghi ascolani lo fanno eccome. E qui, piaccia o no, ai rappresentanti istituzionali di Ascoli Piceno vanno fatti dei complimenti sinceri: tutelano i loro cittadini con metodo, compattezza e competenza. Punto.

La responsabilità sta in quella protesta dei 2.000 sambenedettesi, guidati dal dottor Nicola Baiocchi, che nel 2021 scesero in piazza chiedendo un ospedale di Primo Livello sulla costa e, contemporaneamente, la declassificazione dell’ospedale di Ascoli a ospedale di base.

Una richiesta irrealistica quanto controproducente, speculare a quella – altrettanto assurda – sostenuta da Guido Castelli: due ospedali di Primo Livello per 250 mila abitanti.

Al senatore Guido Castelli vanno rivolte, ancora una volta, congratulazioni vere: una capacità politica notevole, unita a un’intelligenza tattica non comune. È riuscito a far credere possibile ciò che non lo era, persino ai sambenedettesi, e sempre a vantaggio dei cittadini ascolani. Non c’è ironia: i fatti gli danno ragione.

Un mea culpa da parte del popolo sambenedettese è ormai inevitabile.

E spero anche che sia utile, perché ciò che è accaduto è la più classica vittoria di Pirro: noi di Riviera Oggi abbiamo “vinto” una battaglia che avremmo preferito perdere. E oggi arriviamo, amaramente, a vedere realizzato il pericolo che era scritto da anni.