SAN BENEDETTO – Durante la conferenza stampa di questa mattina, giovedì 7 luglio, presso la sala consiliare del Comune, il Sindaco Antonio Spazzafumo è intervenuto presentando i risultati del tavolo tecnico condotto tra il Comune rivierasco e l’Autorità di Sistema Portuale, per lo sviluppo del porto di San Benedetto. L’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’Autorità di Sistema Portuale, ha fondato le proprie basi sulle elaborazioni condotte dal Comune nei mesi precedenti, dall’apertura del “tavolo tecnico” alla raccolta di contributi da stakeholder e associazioni, fino alla redazione di una proposta condivisa.

Come sottolineato dal dirigente Giorgio Giantomassi, il tavolo tecnico, istituito formalmente con l’obiettivo di riattivare l’area portuale, ha consentito di elaborare un documento di programmazione strategica, comprensivo di relazione tecnica e rappresentazione grafica (non progettuale) dell’idea di sviluppo condivisa da Comune e Autorità.

Tra le soluzioni proposte ci sono la riqualificazione dell’attuale porto, con manutenzione della cassa di colmata esistente, il consolidamento murale e l’adeguamento strutturale per una migliore funzionalità a breve termine, realizzazione di una nuova vasca di colmata: si prevede un ampliamento significativo rispetto all’attuale, 26.000 m² in più su una superficie totale di oltre 40.000 m², con capacità di circa 193.000 m³. L’investimento stimato ammonta a circa 33 milioni di euro, ma è già stato intercettato un primo finanziamento di 2 milioni per il restyling della cassa esistente. Funzioni avanzate per l’area: è previsto lo sviluppo di nuovi servizi (pesca sostenibile, cantieristica, nautica da diporto) e l’istituzione di un Centro Pilota per la biologia marina e la pesca sostenibile. Integrazione tra città e porto: il piano strategico punta alla connettività città–porto, prevedendo anche nuove aree retroportuali destinate a usi culturali, commerciali e turistici, nel solco del waterfront urbano.

Le proposte del Comune si inseriscono nella cornice del Documento di Programmazione Strategica dell’Adsp, approvato dal Ministero delle Infrastrutture nel 2024, che ha riconosciuto gli indirizzi avanzati dall’amministrazione locale. Durante il confronto tecnico, è emersa con forza anche la voce degli operatori del porto, in particolare di chi lavora nel settore agroalimentare e ittico. È stato sottolineato come, al di là delle strategie e dei documenti europei, ci sia una necessità concreta e urgente: poter lavorare con continuità, in condizioni adeguate, in un porto funzionale, efficiente e potenziato.

“Vogliamo continuare il nostro lavoro”, è stato il messaggio, ma servono infrastrutture adatte. Il porto deve essere messo in sicurezza, ampliato e reso competitivo. Le condizioni di lavoro nella filiera alimentare, spesso non sufficientemente considerate a livello istituzionale, sono state portate all’attenzione anche in relazione ai vincoli normativi imposti dall’Ue.

Infine, è stato ribadito come la “cassa di colmata”, se vista come intervento isolato, non risponda appieno alle esigenze operative della marineria. La richiesta è chiara: un progetto integrato che tenga insieme sviluppo economico, sostenibilità e identità cittadina. L’amministrazione, dal canto suo, ha confermato l’intenzione di proseguire in questa direzione, anche grazie alla recente apertura da parte dell’Autorità di Sistema Portuale verso una visione più ampia e condivisa del futuro del porto.

Durante l’incontro tecnico, è emersa in modo chiaro la posizione dell’amministrazione comunale sulla seconda Vasca di Colmata. Pur avendo preso atto della proposta dell’Autorità di Sistema Portuale, il Comune di San Benedetto ha presentato osservazioni formali al progetto, contestandone la natura isolata e l’assenza di un’integrazione coerente nel disegno complessivo di riqualificazione del porto.

«Non abbiamo mai accettato il progetto così com’è, è stato ribadito, ma abbiamo lavorato per fornire una visione alternativa, proponendo una pianificazione più ampia e strutturata, che vada oltre la singola opera e che sia realmente funzionale allo sviluppo del porto e della città». L’amministrazione ha sottolineato infatti come un intervento limitato alla Vasca, privo di una visione complessiva, rischi di rivelarsi un’opera fine a sé stessa. Il timore espresso è chiaro: che venga realizzata la seconda Vasca di Colmata, mentre l’intero progetto più ambizioso di rigenerazione urbana, infrastrutturale e produttiva non veda mai la luce. Un rischio che l’ente locale vuole evitare con fermezza. Per questo motivo, anche di fronte alla pressione esercitata per l’avvio delle opere, il Comune ha chiesto che ogni azione sia condivisa con la città, e che la Vasca venga considerata solo come parte di un sistema integrato, e non come un’opera indipendente.

Nel frattempo, si guarda alla revisione del Piano di Sviluppo Strategico Portuale (Pss), che inizialmente non conteneva nulla su San Benedetto, ma che grazie all’azione dell’amministrazione è stato modificato, riconoscendo alla città ruoli importanti, come quello di centro per la pesca sostenibile e per la formazione scientifica e ambientale.