Video e foto di Giancarla Perotti

CITTÀ DEL VATICANO – “Sono contento di vedervi e di sapere che un numero così grande di docenti, ricercatori e decani, provenienti da ogni parte del mondo, si sono radunati per riflettere su come ereditare il grande patrimonio teologico delle generazioni passate e per immaginarne il futuro”. Con queste parole il Santo Padre Francesco ha iniziato il discorso ai 500 partecipanti al 1° Congresso Internazionale “Il futuro della Teologia: Eredità e immaginazione”, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ricevuti in udienza nel Palazzo Apostolico Vaticano, nell’Aula della Benedizione, la mattina del 9 dicembre, primo giorno del convegno.

Sorprendente il fatto che il papa abbia salutato ogni partecipante (500), uno per uno dando la possibilità di scambiare qualche parola.

Papa Bergoglio ha paragonato la teologia alla luce: “Vorrei anzitutto dirvi che quando penso alla teologia mi viene in mente la luce. Infatti, grazie alla luce le cose emergono dall’oscurità, i volti rivelano i propri contorni, le forme e i colori del mondo finalmente appaiono. La luce è bella perché fa sì che le cose appaiano ma senza mettere in mostra sé stessa. Qualcuno di voi ha visto la luce? Ma vediamo ciò che fa la luce: fa apparire le cose. Adesso, qui, noi ammiriamo questa sala, vediamo i nostri volti, ma non scorgiamo la luce, perché essa è discreta, è gentile, umile e, perciò, rimane invisibile. È gentile la luce. Così è anche la teologia: fa un lavoro nascosto e umile, perché emerga la luce di Cristo e del suo Vangelo. Da questa osservazione deriva per voi una strada: cercare la grazia e restare nella grazia dell’amicizia con Cristo, luce vera venuta in questo mondo. Ogni teologia nasce dall’amicizia con Cristo e dall’amore per i suoi fratelli, le sue sorelle, il suo mondo; questo mondo, drammatico e magnifico insieme, pieno di dolore ma anche di commovente bellezza”.

Nel suo discorso Jorge Mario Bergoglio ha posto alle teologhe e teologi partecipanti al convegno, alcuni interrogativi: “Teologia, dove sei? Con chi stai andando? Che cosa stai facendo per l’umanità? Proprio per poter capire se l’eredità teologica del passato possa ancora dire qualcosa alle sfide odierne e aiutarci a immaginare il futuro. Il papa poi ha fatto un riferimento biblico: “Mi ricordo di quanto racconta il Secondo Libro dei Re. Durante il restauro del Tempio di Gerusalemme, viene ritrovato un testo; forse è la prima edizione del Deuteronomio, andata perduta. Un sacerdote e alcuni studiosi lo leggono; anche il re lo studia; intuiscono qualcosa, ma non lo capiscono. Allora il re decide di consegnarlo a una donna, Culda, che immediatamente lo comprende e aiuta il gruppo di studiosi – tutti uomini – a intenderlo (2 Re 22,14-20). Ci sono cose che solo le donne intuiscono e la teologia ha bisogno del loro contributo. Una teologia di soli uomini è una teologia a metà. Su questo c’è ancora parecchia strada da fare”.

Papa Francesco Udienza Partecipanti al 1° Congresso Internazionale di Teologia. Foto di Giancarla Perotti

In fine papa Francesco ha consegnato ai teologi e teologhe presenti un desiderio che la teologia aiuti a ripensare il pensiero: “Il nostro modo di pensare, come sappiamo, plasma anche i nostri sentimenti, la nostra volontà e le nostre decisioni. A un cuore largo corrispondono un’immaginazione e un pensiero di ampio respiro, mentre un pensiero rattrappito, chiuso e mediocre difficilmente può generare creatività e coraggio. Mi vengono in mente i manuali di teologia, con i quali noi studiavamo. Tutto chiuso, tutto “da museo”, da biblioteca, ma non ti facevano pensare. La prima cosa da fare, per ripensare il pensiero, è guarire dalla semplificazione. Infatti, la realtà è complessa, le sfide sono variegate, la storia è abitata dalla bellezza e allo stesso tempo ferita dal male, e quando non si riesce o non si vuole reggere il dramma di questa complessità, allora si tende facilmente a semplificare. Ma la semplificazione vuole mutilare la realtà, partorisce pensieri sterili, pensieri univoci, genera polarizzazioni e frammentazioni. E così fanno, ad esempio, le ideologie. L’ideologia è una semplificazione che uccide: uccide la realtà, uccide il pensiero, uccide la comunità. Le ideologie appiattiscono tutto a una sola idea, che poi ripetono in modo ossessivo e strumentale, superficiale, come i pappagalli”.

Bergoglio termina con una raccomandazione: “La teologia sia accessibile a tutti”.

https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2024/december/documents/20241209-convegno-teologia.html