SAN BENEDETTO – In Italia, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, sono stati predisposti programmi di screening oncologici offerti dal Servizio Sanitario Nazionale e condotti a tappeto su determinate fasce di popolazione che, per sesso e per età, risultano a rischio. Lo screening consiste nella ripetizione di determinati esami a intervalli regolari con l’obiettivo di individuare la malattia in fase iniziale, prima che si manifesti e, di conseguenza, affrontarla in maniera più rapida e efficace.
L’incontro tenutosi nel tardo pomeriggio presso la scuola Bice Piacentini e organizzato da Michelepertutti Camp, in collaborazione con Fondazione incontraDonna, ha dato voce ad un argomento delicato che spaventa e viene spesso affrontato con timore e difficoltà.
“L’iniziativa è nata dalla voglia di dare spazio ad argomenti rilevanti che riguardano ogni donna, ogni mamma”, dichiara Marco Sorrentino, introducendo la dr.ssa Francesca Chiara Giorgi.
“Perché fare prevenzione vuol dire ridurre il rischio di ammalarsi; esistono programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori del seno, del collo dell’utero e del colon-retto”, ricorda ai presenti la Dr.ssa Giorgi, Direttore UOC Oncologia Medica AST PICENO e Coordinatore Regione Marche Associazione Italiana Oncologia Medica.
“I casi di tumore sono in aumento, ma il cancro è sempre più curabile” aggiunge la dr.ssa Giorgi. È quanto emerge dal rapporto “I numeri del cancro 2023”. Secondo le stime, rispetto al 2020, i casi di tumore nel 2023 sono aumentati di oltre 18.000 casi: da 376.600 nuove diagnosi (194.700 negli uomini e 181.900 nelle donne) a circa 395.000 (208.000 negli uomini e 187.000 nelle donne). Numeri sconfortanti ma attesi per almeno due motivi:
- la popolazione nelle fasce d’età in cui le diagnosi di tumori sono più frequenti è oggi molto ampia, dato che corrisponde ai nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta e che oggi hanno intorno ai 60-70 anni,
- gli screening sospesi o rallentati durante la pandemia di Covid-19 hanno fatto slittare molte diagnosi che altrimenti sarebbero state effettuate con più anticipo.
“Confortanti sono i numeri che mostrano un miglioramento nell’efficacia della prevenzione e delle cure contro i tumori“. Si stima che in Italia siano quasi 270.000 le morti per tumore evitate nel periodo 2007-2019 rispetto a quelle attese (basate sui dati 2003-2007). “E, grazie alla ricerca, sono sempre di più le persone che, dopo la malattia, hanno un’ottima qualità della vita“.
Il Direttore UOC Oncologia Medica AST PICENO, ha parlato dei fattori che riducono il rischio attraverso uno stile di vita sano. Mangiare sano, mantenere il giusto peso corporeo, fare regolarmente attività fisica e evitare il consumo di tabacco e bevande alcoliche può ridurre fino al 30% il rischio di ammalarsi. Due sono i vaccini che contribuiscono a ridurre i fattori di rischio, quello contro l’epatite B e contro l’HPV.

Numerosi gli interventi dei partecipanti ai quali la dr.ssa Giorgi ha risposto dissipando ogni dubbio. Al termine dell’incontro, gli stessi sono stati omaggiati con i ” Vademecum della salute” di Fondazione IncontraDonna, magliette, spille e bracciali: materiali utili a conoscere e diffondere la cultura della prevenzione e dei controlli periodici per diagnosticare precocemente il carcinoma mammario, il più diffuso nel nostro Paese.
Per quanto riguarda l’Italia, i fattori di rischio comportamentali, e quindi modificabili, sono ritenuti responsabili ogni anno di circa 65.000 decessi. I dati testimoniano la necessità di adottare stili di vita corretti, sottolineando l’importanza della prevenzione che resta la cura più efficace per prevenire l’insorgenza del cancro.
Per maggiori informazioni è possibile consultare i link:
https://serviziweb.asur.marche.it/GASASUR/gas.php?mod=ORG&padre=558

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