SAN BENEDETTO –  Miglioramento della mobilità e del Trasporto Pubblico Locale (TPL), decongestione del traffico, riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico, diminuzione dell’incidentalità stradale, miglioramento dello spazio urbano e della vivibilità, pedonalizzazione ed  incentivazione della mobilità in bicicletta e collegamento al biciplan (la rete nazionale delle piste ciclabili) , questi sono alcuni degli obiettivi delle  linee guida europee per la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, meglio conosciuto con il suo acronimo Pums. Una vera e propria trasformazione per la città, alquanto complessa, alla sua prima fase di “ascolto del territorio” (riassunta QUI) attraverso una prima serie di incontri con le Commissioni Consiliari e gli Stakeholder, ed un’indagine sui cittadini al quale è proposto un questionario

Un primo incontro si è tenuto con la Commissione Urbanistica mercoledì 8 novembre presso l’auditorium Tebaldini. Sono intervenuti i coordinatori scientifici Carlo Carminucci dell’Isfort  (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti) e Paolo Colarossi, professore  di pianificazione urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria de “La Sapienza” di Roma.

«San Benedetto del Tronto è una citta classificata come  polo urbano – analizza Carlo Carminucci – perchè ha accesso ad una serie di servizi primari legati alla scuola, alla sanità, e gli stessi trasporti con una stazione ferroviaria di tipo “silver” , tutte cose che rendono San Benedetto un  polo attrattivo;  sono molti di più i cittadini che entrano rispetto a quelli che escono. Questo crea molta pressione su un territorio che ha la  caratteristica di una città lineare, che rappresenta un problema serio, dal punto di vista dell’assetto urbanistico e di sistema del trasporto.»

L’attenzione è rivolta non solo mobilità, ma anche rigenerazione del tessuto urbano per una migliore qualità della vita.

«Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è uno degli strumenti dell’urbanistica  della rigenerazione – interviene Paolo Colarossi – lo studio non deve essere limitato al fenomeno della mobilità, ma anche della qualità degli spazi dove avviene la mobilità. In genere il tema della rigenerazione urbana è pensato in termini di rigenerazione degli edifici, invece il tema della  rigenerazione urbana dev’essere pensato sulla qualità dello spazio urbano e dello spazio pubblico in particolare. A San Benedetto, come in molte altre citta, manca una strategia di assetto, accoglienza urbana e bellezza per la costruzione della città del buon abitare.»

«Questa città ha un piccolo territorio e la più alta densità di popolazione delle Marche – osserva  il consigliere Giorgio De Vecchis – ma è anche il centro di una conurbazione molto più ampia, con Grottammare che è unita a San Benedetto, in perfetta  continuità. Sarebbe forse meglio fare un piano sovracomunale. Questa è una cosa che non viene mai presa in considerazione in questo territorio, ma dev’essere tenuta presente, sia per la localizzazione dei servizi, sia per progetti di questo tipo.  Ci dovrebbe essere una sorta di collaborazione dei Comuni vicini. Anche la Stessa Martinsicuro, pur trovandosi in un’altra regione, è divisa solo dal Tronto. Temo che un’analisi limitata alla sola San Benedetto possa mal raccordarsi al contesto circostante.»

 

«C’è uno stretto legame tra il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile ed il Piano Regolatore. -chiosa l’assessore all’urbanistica Bruno Gabrielli – Il Pums non è solamente legato al tema della mobilità, ma sviluppa altre tematiche che arrivano ad interessare il tessuto Socio-Economico della città. IL Pums e la revisione del Piano regolatore sono due cose che vanno ad intersecarsi. Ci avvarremo, inoltre, di uno studio Socio-economico a cura dell’università Politecnica delle Marche»