SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande interesse e ampia affluenza di pubblico per la settima edizione del San Benedetto International Film Festival, organizzata dall’associazione Serpente Aureo in collaborazione con la  cooperativa “Piceni Art For Job” e con la direzione artistica dell’autrice, sceneggiatrice e regista Olga Merli, che si sta svolgendo con successo alla Palazzina Azzurra di San Benedetto dal 1^ al 6 agosto.

In particolare la serata del 3 agosto, dopo un drink di benvenuto, gentilmente offerto ai presenti dall’azienda agricola e vitivinicola Ciù Ciù, ha visto protagonista, in un dibattito coordinato dal giornalista Sandro Benigni, il nostro territorio, grazie al progetto “6 dimore in cerca d’autore“, che quest’anno il San Benedetto International Film Festival ha abbracciato nella convinzione che, proprio attraverso il cinema d’autore e la creativa filiera cinematografica marchigiana, il nostro inestimabile patrimonio storico, artistico e architettonico possa essere promosso e valorizzato.

I relatori, invitati da Sandro Angelini, presidente di Piceni Art For Job, premiato nel corso della serata dalla commissione del San Benedetto International Film Festival, in quanto ideatore e produttore dei cortometraggi del progetto, girati in sei dimore storiche del Piceno e proiettati ciascuno in ognuna delle sei serate del festival, hanno affrontato il tema della rinascita del territorio post sisma e delle enormi potenzialità che questi luoghi hanno da offrire all’arte cinematografica, che ne restituisce inevitabilmente il valore in termini di promozione e sviluppo. Questo è anche quanto sottolineato dal senatore Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma 2016, che ha parlato di rinascita culturale e si è detto disponibile a sostenere “l’architettura del progetto” e ad aiutarlo a crescere.

Sono intervenuti, inoltre, Anna Olivucci, esperta di cineturismo e art director del progetto per Piceni Art For Job, che ha messo in evidenza le reali opportunità in termini di indotto diretto e d’immagine che il cineturismo può offrire al territorio, a patto che un buon prodotto cinematografico sia accompagnato da un’offerta turistica integrata di qualità e che gli operatori turistici abbiano competenze adeguate; Sofia Cecchetti per Marche Film Commission, sostenitore del progetto, che ha manifestato la propria soddisfazione per il risultato ottenuto, che rappresenta un punto di arrivo del lavoro svolto in tutti questi anni da Marche Film Commission, sia per la crescita degli operatori della filiera cinematografica marchigiana, sia per l’attuazione di una concreta strategia di rete funzionale alla promozione del territorio; Stefania Pignatelli, coordinatrice del circuito delle dimore storiche della Vallata del Tronto e vicepresidente dell’associazione Dimore Storiche Italiane – Sezione Marche, che ha sottolineato come “6 dimore in cerca d’autore” abbia accolto in modo eccellente il grido di dolore proveniente da un territorio dissestato dal sisma e come la filiera delle dimore storiche nazionali sia un concreto volano
di crescita e attrattiva turistica per tutto il territorio circostante.

Interventi anche da parte dell’assessore alla cultura del comune di San Benedetto del Tronto, Lina Lazzari, che
ha apprezzato molto il progetto, esprimendo il desiderio che in futuro vengano coinvolte anche dimore presenti nel territorio di San Benedetto; dell’architetto Fabio Viviani, co-progettista dei lavori di restauro di Palazzo Saladini di Rovetino ad Ascoli Piceno, location del cortometraggio “La cortese” proiettato durante la serata, che ha ricordato quanto quella che lui stesso ha definito ‘’la Cappella Sistina del Piceno” sia stata valorizzata grazie al cortometraggio; di Antonio Bufalari, segretario generale Assonautica Italiana – Unioncamere e proprietario dell’omonimo Palazzo a Offida, location di uno dei corti, che ha chiarito come progettualità come questa possano collegarsi con lo sviluppo del turismo da diporto, sul quale sono in atto importanti investimenti; del consigliere provinciale Aurora Bottiglieri, che ha mostrato grande entusiasmo e ammirazione per il valore del progetto; dei sindaci Luigi Massa, del comune di Offida, e Fabio Polini, del comune di Castignano, che hanno ribadito quanti benefìci possano recare al nostro territorio progetti di rete come questo, abbinati a servizi turistici adeguati.

Significativo e fondamentale, infine, l’intervento della direttrice artistica del festival, Olga Merli, che ha evidenziato l’importanza e l’imprescindibilità del connubio tra cinema e radici del territorio: “Questa edizione ha l’onore di incentrarsi sulle dimore storiche che caratterizzano la regione Marche, location uniche che rendono unici i set cinematografici e che rappresentano autentici tesori, implementando un legame indissolubile con la nostra storia, la nostra cultura e che producono un incalcolabile valore aggiunto al cinema e che il cinema stesso può coadiuvare nella loro valorizzazione; location che possono essere dimore storiche e relativi giardini e che rappresentano un patrimonio inestimabile, non esportabile, incommensurabile testimone dello spirito dei luoghi che ha pervaso e ha ispirato artisti da tutto il mondo, una sorta di museo diffuso che canalizza l’arte cinematografica, rendendola strumento adatto e performante alla produzione innovativa di un territorio, e la rende immortale, attraverso la veicolazione dell’imprinting visivo, anche alle nuove generazioni, un ampio target che potrà fruire di queste bellezze senza tempo, declinate nelle poliedriche sfumature del linguaggio cinematografico – ha esordito. “Sono reduce, in qualità di regista e sceneggiatrice, dalle riprese del film “La stanza del tempo sospeso”, un lungometraggio di genere realismo magico, in cui abbiamo avuto la grande possibilità di girare alcune scene all’interno del bellissimo palazzo Colocci di Jesi, un’antica dimora nobiliare che si erge nel punto più alto della città, in piazza Angelo Colocci, dinanzi al Palazzo della Signoria, oltre che nella città di Serra de’ Conti, in provincia di Ancona, in cui a disposizione è stata la quasi totalità del territorio comunale e ci sono state aperte le porte di altre dimore, tra cui il Palazzo Maiolatesi e il Monastero delle stanze del tempo sospeso, esempi vivi di quanto la contaminazione tra arte, architettura e cinema possa essere quel valore aggiunto preziosissimo e di quanto questo connubio sia ricco di implicazioni, scambi e sfumature – ha proseguito. “Ho anche il piacere di annunciare in anteprima che il San Benedetto International Film Festival sta già lavorando a un progetto che seguirà le dinamiche di questa edizione incentrata sulle dimore storiche e sul patrimonio artistico e architettonico italiano e sulle connessioni imprescindibili con l’arte cinematografica – ha, inoltre, aggiunto e ha poi concluso: “Oggi assistiamo a una delocalizzazione emozionale delle location, inoltre lo spessore emozionale dei personaggi è spesso scontato e non poliedrico e l’originalità del soggetto e dei prodotti non può essere scissa dalle tradizioni culturali e architettoniche dei luoghi in un connubio che non può essere disconnesso dalle radici del territorio“.

Le sei dimore storiche, che hanno ospitato le riprese dei sei cortometraggi, prodotti a cura di Yuk!Film di Damiano Giacomelli e Sushiadv di Giordano Viozzi, e distribuiti a cura di Cattive Distribuzioni, sono: Borgo Storico Seghetti Panichi (Castel di Lama) per il corto Giardino cielo terra di Paolo Consorti, scritto da Emanuele Mochi; Villa Cicchi (abbazia di Rosara – Ascoli Piceno) per Quando arriva l’estate, diretto da Gianluca Santoni e scritto da Claudio Balboni; Palazzo Saladini di Rovetino (centro storico di Ascoli Piceno) per il cortometraggio La Cortese, con la regia di Federica Biondi, scritto da Leonardo Accattoli; Palazzo Bufalari a Offida per Come Monicelli, cortometraggio tratto dalla sceneggiatura di Emanuele Mochi; Castel di Luco ad Acquasanta Terme per L’amore non cantarlo, diretto da Edoardo Ferraro e scritto da Leonardo Accattoli; Palazzo Recchi Franceschini a Castignano per il corto La Ruota, diretto da Giordano Viozzi con la sceneggiatura di Claudio Balboni. Queste sei dimore storiche, come squarci nel tempo disseminati nelle terre del Piceno, fanno da cornice a sei storie ambientate in epoche diverse, in cui vengono affrontati il tema della dicotomia tra antico e contemporaneo e del cambiamento, che di volta in volta coinvolge la dimora e i protagonisti. Come passaggi segreti in cui rifugiarsi per sfuggire al presente o tornare a un lontano passato, ospitano esistenze silenziose e monotone, poi stravolte da un elemento esterno che le costringe a una nuova prospettiva, attraverso cui anche le dimore stesse assumono un rinnovato valore.

Al termine della serata, è stato proiettato anche il cortometraggio fuori concorso “L’eroe invisibile” del regista ascolano Ernesto Vagnoni, della durata di circa 25 minuti, realizzato in collaborazione con l’Avis di Monteprandone e interamente girato nel territorio di Monteprandone, a ulteriore conferma dell’offerta culturale dei nostri luoghi e perfettamente in tema con la serata dedicata alle dimore del Piceno. Presenti tra il pubblico, anche il presidente dell’Avis, Marcello Fratini, che ha riservato parole di encomio al regista e alla sua opera, e la dirigente scolastica dell’Isc di Monteprandone, la professoressa Roberta Capriotti, che Olga Merli ha pubblicamente ringraziato per la partecipazione.