Di Ascenza Mancini 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Palazzina Azzurra ha fatto da scenario, nella calda serata di ieri, all’incontro di presentazione dell’ultimo libro di Massimo Emanuelli “L’avventurosa storia della Radio pubblica italiana”. L’evento si è svolto nell’ambito della Rassegna Estate Doc tra libri e cinema documentario, organizzato dalla Fondazione Libero Bizzarri in occasione dei suoi 30 anni di attività e in collaborazione con l’associazione I luoghi della scrittura.

L’assessore Lina Lazzari ha ricordato l’importanza della radio come strumento di coinvolgimento per le nuove e vecchie generazioni. Attraverso le interessanti domande formulate da Daniele Andreani, giornalista Tv Centro Marche, Massimo Emanuelli, noto conduttore radiofonico, ha portato gli astanti dentro l’affascinante mondo della radio italiana. Ripercorrendo infatti le tappe di evoluzione di questo importante mezzo di comunicazione, l’autore ha approfondito il rapporto tra potere e radio, soffermandosi particolarmente sugli anni del fascismo in cui la radio è nata.

Inoltre sono stati messi in luce gli aspetti salienti di questa storia originale: dalle prime presentatrici all’introduzione degli spot e della musica leggera, da personaggi prima radiofonici diventati poi televisivi, dalle comunicazioni belliche fino ai giorni nostri. E’ stata messa in evidenza la funzione pedagogica della radio e l’importanza delle interviste impossibili. “Novità rilevante ideata da Ida Motta e Andrea Camilleri: una delle più importanti della radio”, ha affermato lo speaker.

Si è parlato di declino dell’emittente radiofonica quando è nata la televisione e poi negli anni ‘80. Successivamente “le campane a morte per la radio sono state annunciate quando è nata internet “ ha asserito il nostro autore.  “Ma – ha continuato Emanuelli – la radio è rinata con internet poiché sono nati i podcast e la web radio”. La serata si è conclusa con la visione di alcuni brevi documentari riguardanti la vita di donne che hanno contribuito, distinguendosi nel loro ambito, allo sviluppo della parità di genere