SAN BENEDETTO –  Oggi a mezzogiorno il gruppo di Roberto Renzi  dovrebbe aver depositato quanto richiesto dalla Figc affinché la Sambenedettese venga ammessa in serie D.

Se così è stato non possiamo che essere contenti. Dispiaciuti per aver lasciato in malo modo la serie C che avevamo fatto dignitosamente dal 2017 al 2021 ma felici per avere la possibilità, potenzialmente, di riottenerla in un solo anno.

E qui casca l’asino, direbbe un mio amico. Se è molto strano, anzi incomprensibile, come si possa aver lasciato la C per una somma vicina ai 400 mila euro, è fonte di speranza, fino a prova contraria, che Roberto Renzi abbia iscritto la Samb due volte (una volta inutilmente in C e una in serie D) pur di farla continuare a giocare in un campionato dignitoso come la serie D? Con un esborso di denaro inconcepibile per una società di serie “D” ma anche di serie “C”.

La ragione spingerebbe a pensar male: ma come è possibile una cosa del genere quando l’Italia sta vivendo momenti difficili sul piano imprenditoriale ed economico?

La risposta non la sa nessuno se non i diretti protagonisti di una vicenda che definire assurda non è sbagliato. Oltre che unica nel panorama nazionale, sia calcistico che non.

Recentemente ho espresso, e tutti (o quasi) hanno condiviso, il pensiero che, in questo particolare momento, il futuro è molto più importante del presente. Futuro che viene previsto anche nella domanda di accettazione da parte della Figc e cioè tre anni assicurati come copertura economica.

Un motivo in più, se Renzi sarà il prossimo presidente rossoblu, affinché gli sportivi sambenedettesi possano sognare risultati ottimi anche in campo, anche se nel calcio c’è poco di matematico.

Nessuno li pretende subito per più motivi ma se è tutto oro quello che luccica, il futuro non può che essere roseo. Indipendentemente da tutto, la vigilanza del sindaco della città deve essere frequente e costante.  Anche della stampa, ma un Primo Cittadino che si rispetti, può fare sicuramente di più.


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