Poco da dire a carico dell’infimo quoziente intellettivo dell’autore che ha vergato sul muro del Pontino Lungo (quel sottopasso ombelicale che congiunge sotto la ferrovia Via Calatafimi con Via Luigi Dari) le auliche, geniali e tanto originali scritte in vernice nera “W Ascoli” e “Samb merda”.

Poc’altro da dire se non che il balordo – oltre che le regole della civile e sportiva convivenza – ha violato finanche le norme dell’attuale Zona Arancione, che qui a suo benefico si ricordano: “Gli spostamenti sono consentiti solo all’interno del proprio Comune di residenza, dalle 5 alle 22. L’uscita dai confini comunali o regionali sono consentiti solo per comprovati motivi, da autodichiarare tramite apposito documento, riguardanti salute, lavoro o necessità”.

Viene da chiedersi se i comprovati motivi di quel (si fa per dire) tifoso ascolano non riguardino forse la propria salute, dati i lancinanti rigurgiti di bile che certamente egli proverà nel vedere la propria squadra del cuore ultima in classifica e nel ritenerla ingiustamente candidata alla retrocessione, a fronte di una Samb invece attestata ai vertici della sua categoria.

Ma per questo squallido gesto, nessuno dovrà certo infierire né sul difficile momento dell’Ascoli Calcio dal glorioso blasone, né tantomeno sui civili cittadini e veri sportivi ascolani del tutto estranei a ciò.

Diverso invece il discorso e le oggettive responsabilità dell’amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto nei riguardi del Pontino Lungo: a quando la chiusura notturna dei finora inutilizzati cancelli posti alle estremità? A quando l’entrata in funzione dell’impianto di video-sorveglianza?

Con l’ultima, ma non meno importante domanda: a quando intanto la cancellazione e la ripulitura di quegli obbrobri a cura della Multiservizi?


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