SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 2 gennaio avrà inizio lo screening di massa per il Covid-19 anche a San Benedetto, dopo che prima di Natale l’iniziativa promossa dalla Regione Marche nell’ambito della cosiddetta “Operazione Marche Sicure” ha interessato i capoluoghi di provincia marchigiani.

L’iniziativa sambenedettese si svolgerà fino al 7 gennaio, e i punti dove sarà possibile svolgere gli esami sono il PalaRiviera, con cinque postazioni in una sala, e il PalaSport, con sei postazioni. Possono partecipare tutti i cittadini con età superiore ai sei anni. Per gli adulti basta avere una tessera sanitaria mentre i minori dovranno essere accompagnati e dovranno mostrare un foglio, preferibilmente da compilare prima per abbreviare i tempi.

Occorrerà prenotare l’appuntamento collegandosi al sito www.cureprimarie.it e accedere alla sezione “Screening popolazione di San Benedetto del Tronto”, oppure scaricando sul proprio smartphone l’App “Smart4you” da Apple Store o Play Store.

“Si tratta di una delle mobilitazioni cittadine più importanti di sempre – ha detto il sindaco Piunti – Lo screening di massa aiuta le autorità sanitarie a capire quanto sia davvero diffuso il contagio. Vero che nel Piceno abbiamo dati migliori che in altre zone ma negli ultimi giorni assistiamo ad un peggioramento di alcuni indicatori come quello dei ricoveri. L’obiettivo è che si sottoponga a questo screening almeno la metà della popolazione sambenedettese, mi piacerebbe che questa città, che ha dato già segno di alto livello di civismo, si ponga al vertice dei risultati considerando che altrove le città marchigiane non hanno raggiunto quanto sperato”.

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“Mi appello soprattutto ai giovani, che devono essere consapevoli di avere, nelle proprie case, gli anziani, le persone più fragili di fronte al Covid-19 – ha continuato il primo cittadino – Questa è una prova generale in vista della vaccinazione di massa che speriamo possa partire presto. Il test non fa male, è un piccolo fastidio, come un cotton fioc inserito per due secondi nel naso”.

Per l’Area Vasta 5 è intervenuta la dottoressa Maria Teresa Nespeca in luogo del direttore Cesare Milani: “L’obiettivo è salvare qualche vita umana oltre che ridurre il numero dei ricoveri. Con un piccolo gesto possiamo sperimentare, insieme, una grande forza. Nelle mille persone che si presenteranno immediatamente,  probabilmente non tracceremo neanche un positivo, perché sono le persone che solitamente prestano più attenzione e si sono già fatte delle analisi. Perché lo screening ha valore se si supera la soglia di coloro che sono più attenti e si analizzano anche coloro che non lo hanno mai fatto. Il Comune, per l’autorevolezza che ha, può far capire che questo è il momento per far ripartire la città. A gennaio ricominciano le scuole, se riuscissimo a fare lo screening a tutti gli alunni e gli insegnanti sarebbe un risultato notevole. Per noi è una grande prova perché avremo una seconda fase di massa relativa alle vaccinazioni”.

Al termine dell’esame verrà rilasciato ai partecipanti un Qr Code in un tesserino: in questo modo il cittadino potrà leggere e vedere i dati riguardant prenotazioni, referti, notifiche e tutto ciò che l’Area Vasta 5 dovrà lui comunicare da ora in avanti, in modo da ridurre i tempi di segreteria e creare un canale diretto.

Abbiamo posto alla dottoressa Nespeca alcuni esempi di screening di massa in corso o già effettuati. In Austria lo screening di massa si svolgerà per tutta la popolazione il 16 e il 17 gennaio, dopo 20 giorni di lockdown. Chi non si sottoporrà all’esame sarà obbligato alla quarantena per una settimana e ovviamente, come i positivi, non potrà recarsi nei ristoranti, bar e negozi che riapriranno il 18 gennaio.

Nella provincia di Bolzano lo screening di massa si è svolto in 3 giorni: coinvolto il 62% della popolazione per 343.227 test, con lo 0,9% risultato positivo.

Nelle Marche l’operazione si svilupperà in un mese e forse oltre e riguarderà al massimo un insieme che rappresenta la metà della popolazione regionale. Nelle prime città in cui è stato eseguito (Ancona, Pesaro, Urbino, Macerata, Fermo, Ascoli), dal 18 dicembre al 23 dicembre, sono stati eseguiti 59.643 test, con 290 positivi (0,5%). Ad Ascoli i test ad esempio sono stati 11.572 con 22 positivi (0,19%). E mentre ad Ascoli e San Benedetto si fanno i test, la popolazione, per lavoro o altro, interagisce con quella di Grottammare, Monteprandone o Castel di Lama. Ricordiamo inoltre che l’esame rapido in realtà non riesce a testare un ridotta frazione di positivi, attestati come negativi dalle analisi.

“Sono scelte di politica nazionale alle quali non possiamo rispondere – ha spiegato Nespeca – Lo screening ha comunque un costo bassissimo (complessivamente 2,6 milioni di euro, ndr). L’unico problema che questa Area Vasta non ha è quello dei tamponi. Lo screening si può fare in un anno. Se vogliamo essere come i cittadini di Bolzano, questo non attiene alla Regione ma ad una autocapacità di essere civili (ndr, lo screening di Bolzano era programmato in 3 giorni per testare tutta la popolazione). Questo screening non ha una rilevanza epidemiologica, questo è uno screening di prevalenza. Per me beccare un positivo ha un valore, significa avere dieci persone in meno contagiate e forse salvare una vita umana”.

 


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