di Mauro Scipioni

 

GROTTAMMARE – E’ ormai battaglia politica a colpi di comunicati stampa quella tra Alessandra Manigrasso, rappresentante del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, e Bruno Talamonti consigliere delegato alla Manutenzione del Comune di Grottammare sulla vicenda relativa alla moria di pesci ed anguille alla foce del torrente Tesino, rilevata da quest’ultimo nei giorni scorsi, di cui abbiamo parlato nel nostro articolo.

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La situazione è stata prontamente segnalata ai tecnici del “Contratto di Fiume”, strumento volontario di programmazione strategica tra i 9 comuni bagnati dal Tesino, che persegue la tutela, la correttezza gestione delle risorse idriche e la valorizzazione del territorio, costituitosi lo scorso anno.

Lo scambio di accuse tra i due è iniziato subito dopo la segnalazione dell’anomalia ambientale presente nelle vicinanze del fiume alle autorità competenti da parte di Talamonti. La pentastellata ha infatti attaccato l’avversario politico per lo stato attuale della zona, rimarcando come a seguito di un sopralluogo con il professor Mauro Coltorti Presidente della Commissione Infrastrutture al Senato, avesse già evidenziato in passato l’accumulo di enormi mucchi di ghiaia che avrebbero potuto creare problemi al regolare deflusso delle acque.

Inquinamento Tesino, Talamonti: “Io tuttologo? Mi fa piacere, la Manigrasso fa comunicati per qualche like”

Inoltre, sottolineando come non sia sufficiente realizzare una pista ciclo-fluviale per valorizzare l’area, la Manigrasso ha chiesto spiegazioni sulla mancata presenza in bilancio del finanziamento stanziato dalla Regione Marche per la realizzazione dell’opera.

Non si è certo fatta attendere la risposta di Talamonti che ha precisato come i nove sindaci dell’ente si siano riuniti nei giorni scorsi proprio per definire un percorso comune, condiviso e partecipato al fine di impiegare nella maniera migliore possibile le risorse necessarie al completamento del progetto ciclo-fluviale.

L’esponente di maggioranza è poi intervenuto per chiarire come il finanziamento regionale di 300 mila euro per la realizzazione della pista ciclabile sia stato stanziato con una delibera del 3 febbraio 2020, e come la mancata presenza in bilancio sia solo un fatto tecnico-contabile.

Infine Talamonti ha voluto evidenziare come l’episodio di inquinamento recentemente avvenuto alla foce del fiume abbia poco a che vedere con la gestione del Comune e del Contratto di Fiume, in quanto causato quasi certamente da uno sversamento abusivo di liquidi tossici sul quale sta indagando la magistratura.

Così si è chiuso solo l’ultimo scambio di accuse tra due protagonisti della politica grottammarese, almeno fino alla prossima puntata…


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