SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il lungomare della Riviera delle Palme ha fatto da scenario ai Campionati italiani assoluti e Under 23 di triathlon olimpico, nonché di paratriathlon, anche se con gli atleti di quest’ultima disciplina il meteo è stato decisamente meno clemente.

Il triathlon olimpico prevede una frazione di nuoto di 1.500 metri, una di bici di 40 km e una di corsa di 10 km. I nuovi campioni italiani assoluti sono Delian Stateff (G.S. Fiamme Azzurre) con il tempo di 1:45:35 e Luisa Iogna-Prat (DDS) in 1:57:32.

Tra gli uomini, argento per Giulio Molinari (C.S. Carabinieri) e bronzo per Nicolò Strada (Raschiani Triathlon Pavese), primo degli Under 23 seguito da Alessio Crociani (TTR) e Alessandro De Angelis (Minerva Roma). Tra le donne, secondo posto per Ilaria Zane (DDS), terzo per Sharon Spimi (The Hurricane), campionessa italiana Under 23 davanti a Bianca Seregni (DDS) e Costanza Arpinelli (Minerva Roma).

Nel paratriathlon, nella categoria PTWC titolo per Giovanni Achenza (G.S. Fiamme Azzurre) e per Rita Cuccuru (Women Triathlon Italia), nella categoria PTVI, primi Maurizio Romeo (Just Triathlon) e Anna Barbaro (G.S. Fiamme Azzurre); nella categoria PTS2 maglia tricolore per Veronica Yoko Plebani (707) e Michele Ferrarin (Verona Triathlon Km); nella categoria PTS3 vince Nicola Azara (Tri Nuoro); nella categoria PTS5 vittoria per Azzurra Carancini (Team Ladispoli Triathlon); nella categoria PTS4 si sono imposti Fabiola Lampasola (Team Ladispoli Triathlon) e Gianluca Cacciamano (Team Ladispoli Triathlon).

Le dichiarazioni dei campioni italiani assoluti e Under 23 rilasciate alla Federazione Italiana Triathlon (FITRI).

Delian Stateff: “Dopo quattro anni di assenza dalle gare nazionali, sono tornato riuscendo a centrare il mio primo titolo italiano assoluto. Abbiamo gareggiato in un formato anomalo per questa distanza, pensavo di non essere favorito dal no-draft invece ho centrato un successo inaspettato: oltre alla vittoria, mi ha fatto piacere confrontarmi su una gara nazionale e rendere onore ai Campionati Italiani, visto che la mia programmazione sempre orientata alle gare internazionali lo consentiva. La gara non è partita benissimo, sono addirittura caduto in partenza, ma in bici ho spinto bene, con il mio gruppo di allenamento con Joel Filliol lavoriamo molto su questo tipo di sforzi, e infine di corsa ho provato ad andare forte sin dall’inizio, superando anche alcuni disturbi che mi hanno condizionato delle ultime gare”.

Luisa Iogna-Prat: “Che gioia incredibile! Ho cercato intensamente questo successo, sapevo di riuscire a spingere forte nella frazione ciclistica essendomi adattata bene alla posizione sulla bici da cronometro. Ho rischiato, partendo molto forte sin dalle prime battute, ma ne è valsa la pensa, visto che ho centrato questa vittoria che mi rende davvero felice. Alla seconda transizione, ho intuito che avevo un grosso vantaggio, potevo gestire nella corsa e mi sentivo davvero bene, poi, negli ultimi chilometri, ho capito che si stava realmente concretizzando il successo. All’arrivo mi sono davvero emozionata: ho conquistato diverse medaglie d’argento nelle ultime edizioni dei Campionati Italiani, salire sul gradino più alto del podio e vestire la maglia tricolore è stato il coronamento di un sogno”.

Giulio Molinari: “Dopo la scomparsa di Carlotta, ho lavorato molto a Livigno su più fronti, ho aperto anche una Onlus e avviato molti altri progetti, ma non ho dimenticato di fare quello che più so fare: l’atleta, come anche lei mi diceva. Nell’ultimo periodo, ho disputato una lunga serie di gare con lo Sprint a Lignano, non il mio format, poi ho gareggiato al Medio di Borgo Egnazia, dove sono arrivato veramente in forma ed ho vinto in pieno controllo, infine oggi nella distanza olimpica sono riuscito a conquistare un secondo posto che vale tanto per me. Sono contento di questa prestazione e in particolare della frazione di corsa. Il fondo non mi manca, la difficoltà maggiore dopo i Tricolori di Medio è stata quella di recuperare il prima possibile per poi focalizzarmi su lavori ad intensità più alte con l’aiuto in particolare del tapis-roulant per abituarmi a ritmi più veloci. Oggi, sin dal riscaldamento, ho capito che potevo fare una bella gara e ci sono riuscito”.

Ilaria Zane: “Ho lavorato tanto con Luisa in questi mesi, è una ragazza che ci mette l’anima in ciò che fa e si merita ampiamente il titolo. Sapevo che centrare la vittoria oggi non sarebbe stato facile, ero abbastanza stanca dopo queste ultime tre settimane e sono veramente contenta di cedere la maglia di campionessa italiana proprio alla mia compagna di squadra: all’arrivo ero quasi più contenta di lei. Oggi mi è mancata un po’ la frazione di bici: ero stanca e senza riferimenti è stata pesante, oggi ho abbiamo gareggiato su un percorso molto adatto alle mie caratteristiche. All’ultimo giro di corsa, quando ci siamo incrociate sul percorso, le ho dato il cinque ed è stato un dolce passaggio di testimone, ma non è finita, non ho assolutamente mollato e ci saranno prossime sfide”.

Nicolò Strada: “Sono molto contento del risultato di oggi. È stata una gara molto lunga e veramente difficile da affrontare con questo formato no-draft, ma sono felice per il mio percorso di crescita. Ho cercato di andare regolare in tutte le frazioni: a nuoto, ho cercato di gestire, in bici ho spinto bene, nell’ultima frazione di corsa è stata dura perché senza riferimenti è stata dura gestire. Sono arrivato al traguardo veramente stanco, ma devo ammettere che mi piace la distanza olimpica”.

Sharon Spimi: “Stamattina sono uscita dall’albergo con la mia bici da crono con un problema al movimento centrale. Per fortuna, grazie al mio allenatore che mi ha prestato la sua di tre taglie più grande, e al mio amico Riccardo che mi ha settato la bici in pochissimi minuti, sono riuscita a partire. Mi sentivo quasi su una Harley, ma alla fine è andata bene: un terzo posto il titolo italiano under 23 direi che sono un ottimo risultato. Nessun rammarico per com’è andata la gara, mi sentivo bene e avevo una buona condizione per provare a togliermi belle soddisfazioni: conclusi 40 km di ciclismo su una bici più grande, ho sentito un po’ di dolore alle gambe, ma ho comunque fatto il terzo tempo di corsa e dunque posso essere felice e soddisfatta”.

 


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