SANITÀ ABBANDONATA. “Finita la festa gabbato lo santo”, un detto che pare calzi benissimo all’attuale assessore regionale marchigiano al bilancio, Guido Castelli.

Nelle ultime elezioni regionali il suo cavallo di battaglia principale è stato la sanità picena (l’argomento più sensibile oltre che utile ‘acchiappavoti’) e come avrebbe lui risolto l’annoso problema dei due mezzi ospedali “Mazzoni” e “Madonna del Soccorso”.

Nella sua propaganda figurava spesso il racconto di una “vecchietta” che aveva ricevuto una prenotazione al 2021. Un problema che in questi giorni esiste ancora ma tutti speriamo che venga risolto con l’insediamento della giunta Acquaroli. Vi saprò dire di più alla prossima prenotazione mia e dei miei famigliari. Ma, se vogliono, accettiamo volentieri le verifiche dei nostri lettori.

Questo mio DisAppunto ha però chiaramente un altro obiettivo: evitare (come sta accadendo) che ascolani e sambenedettesi debbano andare a San Benedetto del Tronto o ad Ascoli per le loro necessità sanitarie perché non le hanno tutte nei pressi delle due località principali del Piceno. Un problema che tocca più la costa (il Madonna del Soccorso è molto meno attrezzato del Mazzoni) ma non fa niente, anche perché, più che di Castelli & C, la colpa è di chi ha amministrato maldestramente i territori della costa e delle località circostanti.

Un vero fallimento su tutti i fronti, oggi aggravato (anche se spero di no) da un consiglio regionale tutto ascolano e probabilmente con un solo sambenedettese che in viale De Gasperi ha fatto niente e quello che ha fatto lo ha fatto male e, all’apparenza, fuorilegge.

Se prossimamente la magistratura ascolana dovesse ‘segnalare’ qualche problema, sarebbe grave se qualche candidato ne fosse stato a conoscenza e magari ‘suggerito’,  pro domo sua e ipocritamente, a giornalisti seri in campagna elettorale, per poi stare muto come un pesce. Leggasi avvisi di garanzia e/o non so cos’altro.

Tornando all’argomento principale, aspetto al varco tutti quelli che hanno sempre ritenuto l’offidano Luciano Agostini il ‘deus ex machina’ della sanità picena, adesso sta per diventarlo un altro ‘offidano’, Guido Castelli appunto, che mi auguro ricopra lo stesso ruolo (pur essendo assessore di altro) e dia alla nostra minuscola provincia due ospedali UGUALI, uno ad Ascoli e uno a San Benedetto, come nelle sue intenzioni.

Vi ricordo due promesse, la sua e quella dell’attuale sindaco ascolano Fioravanti (altri sindaci del Piceno, è ormai chiaro, contano come “il due di coppe quando briscola è bastoni”):

Guido Castelli: “Nel piceno serve l’azienda sanitaria, cioè un organismo che si finanzi da solo con le rendite delle strutture pubbliche. Insomma, senza aver bisogno di risorse esterne”

Marco Fioravanti: “Il “Mazzoni” è già (o quasi, tanto è vero che lui stesso recentemente si è dovuto curare nel nosocomio sambenedettese. Ndd) un ospedale di Primo Livello e guai a chi lo tocca”

La mia invece, più che una promessa è la realtà che mi auguro Castelli e Fioravanti possano cambiare: duecentomila abitanti circa non possono sostenere l’ipotetica Azienda Sanitaria; peggio ancora non possono essere sostenuti, per i motivi che ho spesso elencato, due ospedali di Primo Livello, uno sulla costa, uno nel capoluogo di provincia. Chi vivrà vedrà.

PS Purtroppo (è qualcosa di più di una mia impressione) la politica è diventata un ricettacolo di interessi e non più (da decenni) un ruolo ambizioso di cui vantarsi un giorno con i nipotini. A proposito odio una frase spesso sulla bocca di cittadini italiani: “la politica è così…”, come se fosse impossibile fare meglio.


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