SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – “Non si era mai rassegnato alla separazione dalla consorte un 45enne di Civitella del Tronto ed accecato dalla morbosa gelosia aveva posto in essere in maniera sistematica e reiterata maltrattamenti di natura fisica, psicologica ed economica nei confronti della ex moglie dalla quale si era legalmente separato, sia durante il periodo di matrimonio sia a seguito della separazione”.

Così in una nota stampa i militari della Compagnia di Alba Adriatica, diffusa il 7 ottobre: “I Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata hanno così dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa emessa dal Gip del Tribunale di Teramo, Marco Procaccini, in applicazione del ‘Codice Rosso’ su conforme richiesta del Sostituto Procuratore Enrica Medori che ha concordato con gli esiti dell’attività investigativa di militari di Sant’Egidio alla Vibrata”.

Dall’Arma abruzzese aggiungono: “La donna, infatti, stanca delle violenze dettate dalle continue minacce di morte, dei comportamenti vessatori e delle umiliazioni, lo scorso mese di settembre si era convinta a denunciare ai Carabinieri i continui episodi di violenza, costretti a subire dall’ex marito, anche perché le avevano ingenerato un perdurante stato di ansia e seria preoccupazione per la propria incolumità. Infatti, in una circostanza, la vittima, raggiunta in bar dopo le minacce era stata colpita con un pugno sferrato platealmente dall’ex marito, ma in quella circostanza non aveva fatto ricorso alle cure mediche per un senso di pudore e per non esporre quelle problematiche familiari”.

“Precedentemente, quando conviveva con il marito ed era incinta, era stata deliberatamente picchiata per futili motivi ovvero era stata umiliata ed offesa con i peggiori epiteti anche alla presenza dei figli divenuti maggiorenni – proseguono i militari dell’Arma – La situazione, già grave di per se, per tutti gli anni di violenza passati, si è acuita dal 2019, dopo la separazione, ma soprattutto dopo che la donna si era accompagnata ad un altro uomo, continuando a perseguitarla urlando frasi ingiuriose ed offensive, tant’è che si era vista costretta a rinunciare a qualsiasi tipo di attività ricreativa e di socializzazione”.

Dalla Compagnia concludono: “Dopo la notifica del provvedimento del giudice, l’uomo dovrà restare ad una distanza minima di 500 metri dalla vittima,  non potrà incontrala nei luoghi da essa frequentati e non potrà comunicare con lei in alcun modo e con qualsiasi mezzo informatico e telefonico”.

In caso di mancato rispetto del provvedimento del Giudice, scatterà l’arresto.


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