SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Appuntamento sociale in Riviera.

Nei giorni 14-17 febbraio si terrà a San Benedetto del Tronto presso l’Hotel International il Seminario Nazionale CEI organizzato dall’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro che avrà come tema “Il respiro della terra. La conversione ecologica e la pastorale sociale” con la partecipazione di  160 delegati provenienti da tutta Italia.

Il messaggio centrale sarà quello dell’enciclica Laudato si’ con “l’intento di suscitare una vera e propria conversione ecologica, contribuendo a definire un nuovo paradigma, che veda tutti responsabilmente impegnati nella difesa della Casa comune”. “È proprio la natura della conversione alla quale invita la Laudato si’ a farci ritenere del tutto fuori posto il tentativo di ridurre il testo papale a un’enciclica verde.  La ‘conversione ecologica’ alla quale veniamo richiamati non va confusa con una sorta di invito ad arruolarsi nelle file degli ecologismi nostrani”.

La “conversione ecologica” della quale si parla nell’enciclica, è  un invito rivolto all’uomo perché  viva con responsabilità e con realismo il compito che gli è stato affidato di coltivare  e custodire la terra, come si legge in Genesi 2,15”. La storia ci dice però che “il significato profondo di quei due verbi e quindi il compito di ‘coltivare’ e ‘custodire’ il giardino è stato subito tradito. Per non assistere inermi a questo tradimento, Francesco propone gli ‘assi portanti’ di un’autentica ‘conversione ecologica’. In più, “ Francesco richiama tutti a rispettare il principio dell’ universalità dei beni, dal momento che i beni sono stati donati a tutti”. Il richiamo all’ecologia integrale è quindi “richiamo al rispetto del rapporto dell’ uomo con i principi del bene comune per una giustizia intergenerazionale”.

Per una ecologia integrale cioè “si tratta di operare in maniera coordinata a più livelli; l’ecologia integrale infatti include l’ecologia ambientale, quella politico-sociale, l’ecologia mentale, culturale, educativa, etica e spirituale. È insomma una ecologia relazionale, non selettiva; un’ecologia vissuta da chi sa bene che gli esclusi di oggi saranno gli eliminati di domani e vive la consapevolezza che, quando non ci si spende per questa forma integrale di ecologia, un mondo post-orwelliano è sempre possibile. A meno che non si sia disposti a far propri alcuni concetti centrali che attraversano la Laudato si’”.

L’ambiente umano e l’ambiente naturale-ricorda il Papa- si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Da qui l’invito a “integrare la giustizia delle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri. I poveri sono i primi a subire gli effetti più gravi di tutte le aggressioni ambientali. “ Non ci sono due crisi separate una ambientale e un’altra sociale –ricorda il Papa- bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura”.

Il seminario prevede anche una uscita in mare con i pescatori sambenedettesi per conoscere il loro progetto “A pesca di plastica” che ha coinvolto  l’intera flotta a strascico di San Benedetto del Tronto. Un gesto concreto con il quale i pescatori della cittadina marchigiana aderiscono al progetto europeo Clean Sea Life e provano a mettere in pratica quanto suggerito dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco sulla cura della casa comune.

Per la Pastorale Diocesana Sociale e Cura del Creato  San Benedetto del Tronto, Franco Veccia


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