SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Picenambiente può tendere una mano a Roma nell’ambito dell’emergenza rifiuti. La società con sede a San Benedetto ha infatti concluso un preaccordo con Ama Roma Spa, la società in house al Comune di Roma che gestisce i rifiuti, per il trattamento di circa 30 mila tonnellate di indifferenziato proveniente dalla Capitale. In questo senso c’è già stato un summit col ministro dell’ambiente Sergio Costa.

Si tratterebbe di un flusso di 5 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati (il cosiddetto “nero” come detto) al mese per 6 mesi. Il materiale, però, non finirebbe nelle discariche della provincia ascolana ma resterebbe, secondo l’accordo, per 30 giorni in lavorazione presso l’impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) di Ascoli (Relluce) per poi tornare in discarica a Roma, a Colleferro.

Una minima parte (circa il 10%) di sopravaglio, che è la parte di materiale che rimane sopra le maglie di separazione nelle operazioni di pretrattamento del rifuto sui rulli,  invece, secondo gli accordi andrebbe nella dicarica della Asite di Fermo.

Per concludere l’accordo, in ogni caso, c’è ancora bisogno dell’intesa fra le due regioni Lazio e Marche con Luca Ceriscioli che avrebbe già espresso un iniziale parere contrario. In ogni caso, a giorni, potrebbe esserci un incontro con Nicola Zingaretti.

La questione rifiuti nella Capitale è uno degli argomenti del momento. Si discute, infatti, in questi giorni della possibilità di una proroga all’ordinanza firmata poche settimane fa da Ministero per l’Ambiente e Regione Lazio per portare i rifiuti della Capitale in tutte le discariche del Lazio ma è notizia di queste ore che, dal 6 agosto, quella di Aprilia non prenderà più per ragioni tenciche i rifiuti romani per 4 settimane. Di qui, forse, l’idea di rivolgersi anche al Piceno.

 


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