SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Conto alla rovescia per un evento musicale tanto atteso nel territorio.

Il “25th Anniversary Tour” dei Negrita farà tappa mercoledì 22 maggio, ore 21, al PalaRiviera di San Benedetto del Tronto. Concerto organizzato dalla Best Eventi con la collaborazione e il patrocinio del Comune.

Per celebrare nel migliore dei modi i loro 25 anni di rock’n’roll e dopo la partecipazione al 69esimo Festival di Sanremo, i Negrita tornano in tour in tutta Italia con una serie di concerti nei maggiori teatri italiani e in luoghi di particolare fascino e importanza storica. Un anniversario del genere, tuttavia, merita qualcosa di più, quindi la band toscana ha deciso di fare le cose in grande, accompagnando i propri fan per tutto il corso del 2019 e mutando il proprio show col passare delle stagioni.

Lo show comprenderà tutti i grandi classici dei Negrita, con l’aggiunta di brani che difficilmente, o mai, i nostri hanno eseguito dal vivo in passato, per una scaletta che cambierà per tutto il corso dell’anno.

Riviera Oggi ha avuto l’onore di intervistare il leader della band, Paolo Bruni detto Pau, nel pomeriggio del 15 maggio al telefono.

Per i Negrita sarà un ritorno a San Benedetto, o meglio ancora nel Piceno dato che sono state molte le vostre apparizioni sul nostro territorio per vari concerti e Festival.

“C’è un bel legame, in effetti, anche se non abbiamo nessun problema anche con altri luoghi ovviamente. Ci fa piacere tornare a San Benedetto, posto che frequento anche ‘svestendo’ i panni di cantante e musicista. Una città che mi piace e stimo, anche da turista. Sarà bello essere nuovamente lì con voi”.

Che cosa si deve aspettare il pubblico sambenedettese dal concerto? E’ possibile qualche anticipazione?

“Nel 2019 mantenere riserbo è diventato difficile. Alcune cose sono state svelate dato che ci sono già state quattro date. Siamo felici di questo grande consenso (n.d.r. quattro ‘sold out’ su quattro esibizioni) che abbiamo trovato nelle altre piazze e ci auguriamo, ovviamente, di ritrovarlo in Riviera. Vedo gente che ancora si meraviglia nonostante 25 anni di attività, grazie anche al nostro sound rivisitato e l’utilizzo di strumenti vari e innovativi. Sarà comunque uno spettacolo polivalente, spero che il pubblico si divertirà con noi”.

Come sta procedendo il vostro tour, organizzato per festeggiare 25 anni di attività ad alto livello.

“Fa davvero piacere vedere la gente emozionarsi ancora, vuol dire tanto per noi: significa toccare il cuore delle persone e farlo con la musica è molto stimolante. Siamo ancora qua perché abbiamo testardaggine, veniamo da una città di provincia e abbiamo avuto sempre coraggio sia nel formare una band sia nel produrre musica. Abbiamo la ‘tigna’, la ‘cazzima’ di andare avanti. Poi ovviamente ci vuole anche fortuna e abilità nel scrivere canzoni che sono rimasti nel cuore di molti. Molti fan ci amano, ci fa assolutamente piacere e ciò invoglia ad andare avanti. Non cambierei nulla di questi 25 anni, pregi e difetti, dato il bilancio positivo. D’altronde abbiamo scritto ‘Non ci guarderemo mai indietro’…”.

Il concetto di concerto è cambiato rispetto agli anni ’90 o inizio 2000. I Social la fanno da padrona con immagini e filmati in tempo reale, giusto per fare un esempio. Sul palco il cambiamento si sente? Se sì, in cosa consiste?

“Un pò si sente, diverse persone arrivano già preparate e non si attendono particolari novità. Molte vogliono addirittura sapere la scaletta prima di un concerto, e di pagare il biglietto, io non sono d’accordo con tutto questo. Non ci sono più accendini ma schermi degli smartphone ad illuminare. Inutile negarlo, i tempi sono cambiati. C’è comunque ancora una buona fetta di pubblico che attende con ansia il ‘live’ e che si emoziona nel sentire brani o una particolare canzone e nel vedere effetti speciali durante gli spettacoli”.

Restiamo in tema ‘Amarcord’: meglio gli anni ’90 o i tempi di oggi?

“Ti danno del vecchio se fai comparazioni del genere. Ho una certa età e ho vissuto diversi decenni ed è normale che sono affezionato a quegli anni dato che ero agli inizi: giovane e molto ambizioso. Ora sono ‘veterano’ e vivo la società attuale senza problemi anche se per certi versi non c’è tanta differenza come nell’orizzonte politico giusto per fare un esempio. Tanti, troppi, anni di crisi economica che ci hanno buttato col ‘culo per terra’ e vedo la gente che non è felice. Però per fortuna, parlando di musica, vedo persone che hanno ancora voglia di andare al concerto, alzarsi dal divano e andare al Palazzetto o allo stadio per ascoltare esibizioni ‘live’ nonostante le svariate, e comode, tecnologie di adesso. Lo vedo anche nei più giovani. Passata la sbornia delle innovazioni tecnologiche e delle mode del momento, si torna piano piano alle origini”.

Un consiglio alle band emergenti che fanno ancora, o provano a fare, del sano rock?

“Non è un gran momento per la musica rock, anche a livello mondiale. Il genere musicale sta riflettendo su sé stesso per cercare una metamorfosi. Non c’è una ricetta magica ma esiste la personalità che i musicisti possono avere, e mettere, nel fare musica. Ci vuole pazienza e testardaggine. Per me non bisogna ‘scimmiottare’ ma trovare una sorta di formula chimica per miscelare musica e integrare nuovi strumenti, presenti oggi e non in passato. In questo modo le band emergenti possono essere notate, bisogna essere innovativi e soprattutto avere una propria identità e difenderla”.

I Negrita, lo ricordiamo, saranno al Palariviera di San Benedetto il 22 maggio. Biglietti disponibili sui circuiti TicketOne e Ciaotickets:

primo settore numero, 46 euro;

secondo settore numerato 40,25 euro;

terzo settore numerato 34,50 euro;

Diritti di prevendita inclusi, alle 21 inizierà il concerto.


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