Marina centro e non solo. Ho assistito ieri ad una interessante assemblea del quartiere Marina Centro di San Benedetto. Perfettamente diretto dalla presidentessa Elena Piunti, l’incontro (che potete rivedere e risentire nelle nostre pagine) organizzato da Domenico Braccetti, risulterà utilissimo per lo sviluppo della zona centrale sambenedettese che di correzioni ha bisogno come il pane, essendo la vetrina della città capofila della riviera picena.

Mettendo da parte le richieste dei residenti che mi auguro vengano esaudite in toto perché effettivamente necessarie, mi ha colpito in particolare una constatazione ed una mancata risposta di vice sindaco ed assessore competente, Andrea Assenti e Andrea Traini.

La domanda è partita da Vincenzo Amato, noto commerciante ‘siciliano’ ma sambenedettese di adozione da una vita. Tra le sue considerazioni sulla movida notturna che lui non ritiene più un vero problema è spuntata una frase che meritava una risposta chiara: “La città sta morendo, gli “ex” si sprecano, fra poco saremo ex città turistica e non solo“. Constatazione molto realistica alla quale ha aggiunto: “il numero di abitanti San Benedetto deve crescere, dobbiamo superare prima possibile quota 50 mila“, dimenticando che la densità abitativa è da tanto tempo uno dei problemi principali, risolvibile soltanto con la fusione dei comuni e non con la costruzione di nuove abitazioni.

Sulle parole del ‘siciliano’ silenzio assoluto da parte di vice sindaco e assessore che può significare due cose: l’attuale amministrazione si è ormai rassegnata alla morte della città e concorda con Amato a proposito della necessità che San Benedetto del Tronto diventi più popolosa come numero di residenti. Altrimenti una pur minima difesa andava fatta.

Ad una città con ambizioni turistiche non può, infatti, bastare il rifacimento di strade o il cambio di sensi unici o di nuovi parcheggi seppur indispensabili in più parti della città, Marina Centro in primis, perché, come già detto è lo specchio principale della città. O perlomeno non si può stare con le mani in mano, alla vigilia della quarta stagione estiva della gestione Piunti senza fare nulla di concreto per rilanciare il nome della città come merita.

Tranne soluzioni di ordinaria amministrazione non abbiamo visto nient’altro, nessuna idea, nessuna proposta utile sotto l’aspetto promozionale e futuristico. Magari nella sede di viale De Gasperi la pensano come Vincenzo Amato sull’agonia della città e pensano di esaudirlo costruendo più appartamenti  per aumentare il numero di residenti e quindi la densità popolativa.

Insomma l'”interrogazione” di Amato una benché minima risposta, invece del silenzio-assenso… assenti la meritava. Pasqualino Piunti è ancora in tempo per evitare che l’etichetta di “Gaspari bis” diventi realtà. A volte un rush finale può cambiare tutto. Datevi però una mossa.

Ma sapete qual è il bello? Prima dell’avvento del centro destra in Comune, miei disappunti simili a questo venivano applauditi  e i complimenti di Piunti & C nei miei confronti si sprecavano, adesso lo considereranno sicuramente una intromissione indebita. Così va la vita, così va l’Italia.


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