SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In principio furono incontri singoli, prima col sindaco Piunti in rappresentanza del governo cittadino poi col consigliere Fabio Urbinati per quello regionale, successivamente un incontro pubblico. Oggi infine tutti i quartieri di San Benedetto, attraverso i loro rappresentanti, si riuniscono in sala consiliare per dare un’unica voce alla città: “Nel Piceno vogliamo un ospedale di primo livello sulla costa e uno di base ad Ascoli”.

In un certo senso l’uscita dei direttivi risente anche dell’apertura che ieri Ceriscioli ha fatto (proprio ai nostri microfoni CLICCA QUI) sul doppio ospedale in Provincia di Ascoli. Adesso la Regione sembra infatti orientata a riconoscere a questo territorio il doppio presidio. Ma una voce in più non fa male e allora i quartieri presentano un documento, uno studio che ha realizzato Gino Micozzi e che riassume un po’ tutti i punti che noi di Riviera Oggi/Piceno Oggi vi abbiamo raccontato in questi mesi. Si parla del decreto Balduzzi (o Lorenzin, il DM 70 del 2015) e del concetto di bacino di utenza che in questo versante della Regione deve tener conto dei pazienti abruzzesi e dei turisti quando si fa il conto della popolazione per capire a quanti e quali ospedali si ha diritto.


Gino Micozzi

Qualcosa in più, però, viene aggiunto. Per esempio sul terreno su cui dovrebbe sorgere l’ospedale di Spinetoli-Colli. “Quel terreno è diviso da un fosso (quello del torrente Morrice) che in passato è straripato quindi ci sono dei rischi idrogeologici” sostiene proprio Micozzi che ammette però che con dei lavori potrebbero risolvere il problema. “Inoltre quel fondo (37 ettari totali) ci sembra troppo grande se lo rapportiamo agli altri terreni individuati in giro per le Marche e su cui sorgeranno i nuovi ospedali”.

“Tutti i cittadini sono con noi, abbiamo diffuso la parola casa per casa. E in più, nel frattempo, i sambenedettesi vogliono il ripristino dei servizi al Madonna del Soccorso” assicurano i presidenti che una volta per tutte respingono l’idea di un Ospedale Unico: “Sappiamo che ci sono state recenti aperture di Ceriscioli ma vogliamo ribadirlo lo stesso. Se fanno un solo ospedale nel Piceno sarebbe ingiusto, visto che in nessun’altra provincia si va in questa direzione, neppure in quella di Fermo che ha meno abitanti della nostra”. Respinta anche l’idea di Spinetoli: “Farlo sulla Vallata avvantaggerebbe appena il 18% della popolazione provinciale” chiosa sempre Micozzi. “L’ospedale di primo livello deve stare sulla costa perché qui c’è la maggior concentrazione di popolazione di tutta la Provincia”.

E la questione politica? Chiediamo loro infatti se credono che Ascoli accetterà facilmente che la struttura più piccola stia nel capoluogo. “Noi diamo suggerimenti tecnici, quello è un discorso politico” ci risponde Micozzi. “In ogni caso da quel che so a Castelli non dispiace l’idea, che è sicuramente un’alternativa migliore a quella attuale, in cui il Mazzoni diventerebbe ospedale di comunità”. Dove costruirlo? “Non è compito nostro decidere dove, per noi va vicino alla costa. Di certo per il futuro il Madonna del Soccorso non è recuperabile perché, per come è fatto strutturalmente, non può essere adeguato sismicamente”.

Insomma adesso c’è anche la tesi dei quartieri che ricalca un po’ la tesi originale di De Vecchis, poi adottata da tutte le forze politiche consiliari, ma che in ogni caso rappresenta quello che di più vicino c’è ai cittadini. Adesso i comitati stanno valutando (probabilmente lo faranno con una riunione) se inoltrare il loro documento direttamente a Ceriscioli.


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