SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato giunto in redazione da parte di Ambiente e Salute nel Piceno.

Molti ricorderanno l’impianto di stoccaggio di Minerbio (BO), che fu preso come modello per dimostrare la sicurezza degli stoccaggi, ed il sindaco della stessa cittadina che venne a San Benedetto del Tronto per decantarne gli effetti positivi e la sicurezza di questo tipo di impianto. Ora sembra non la pensi più così. Ha cambiato idea o forse è cambiato qualcosa?

Proprio ora la Snam-Stogit ha richiesto, per quell’impianto, di poter applicare una sovrappressione per immagazzinare una maggiore quantità di gas: un’assurda forzatura che però ha acceso i riflettori sulle sue criticità, facendo insorgere la popolazione.

Crediamo questo sia il motivo dell’aggiustamento di rotta, che definiremmo piuttosto imbarazzante. Imbarazzante quanto inopportuno risultò il suo intervento a San Benedetto del Tronto come quello fatto al termine dell’incontro pubblico che si è svolto giovedì 24 maggio presso il Teatro Comunale di Minerbio. L’incontro pubblico dal titolo “Finalmente se ne parla”, aveva lo scopo di informare i cittadini su cosa consistano gli ampliamenti (ancora in fase autorizzativa) della locale centrale di stoccaggio, e degli effetti derivanti dall’aumento della capacità di immagazzinamento del gas. Moderatore dell’incontro è stato Riccardo Tagliati, direttore di Radio Città del Capo che, con il supporto tecnico Nicola Armaroli, importante ricercatore, hanno promosso un’inchiesta giornalistica che ha portato all’attenzione di tutti la questione. Armaroli, primo relatore della serata, ha iniziato l’incontro illustrando, con un’analisi a livello nazionale ed internazionale dei consumi e dei fabbisogni energetici, evidenziando che non esiste una reale necessità energetica, ma che si voglia seguire un ben preciso disegno finanziario. Lo stesso Armaroli ha poi elencato la lunga storia dell’impianto, degli incidenti, e descritto una quantità impressionante di criticità, sia nelle localizzazioni urbanistiche degli impianti di superficie, che subiranno un ampliamento con la realizzazione di un impianto di compressione per il metanodotto, sia della parte sotterranea. Di fatto, un aumento della pressione, oltre il valore originario del giacimento, risulterebbe deleterio alla luce dei recenti studi condotti dall’INGV sulle induzioni sismiche. Tali studi vanno a smentire le risultanze del rapporto ICHESE che negava correlazioni tra l’attività di stoccaggio ed il terremoto del 2012 in Emilia Romagna. Risonante anche il parere contrario alla sovrappressione dell’illustre geologo della commissione di VIA Andrea Borgia. L’intervento è terminato con l’evidenza che i piani di sicurezza nel nostro paese sono ovunque obsoleti e mai operativi.

A seguire c’è stato l’intervento del geologo Francesco Aucone, studioso di rischi sismici in relazione allo stoccaggio e al trasporto di gas. Il geologo, in modo molto più tecnico, ha spiegato la geo-morfologia del giacimento e le faglie che, come nel nostro caso, addirittura lo attraversano. Quindi ha smontato alcune certezze sulla tenuta di questi giacimenti, particolarmente vulnerabili agli eventi sismici. Proprio su questi si è soffermato, spiegando che essi possono generare amplificazione e liquefazione dei terreni, con effetti devastanti sugli edifici. Da questa spiegazione è facile intuire che si potrebbe innescare un effetto domino, ipotesi che noi di Ambiente e Salute nel Piceno avevamo intuito e segnalato in un passato incontro con la protezione civile.

Tra i vari interventi conclusivi, particolarmente interessante è stato quello del Sindaco, Lorenzo Minganti, che ha dimostrato una buona conoscenza della questione e delle criticità legate all’impianto, definendolo pericoloso, impattante, e ingombrante (noi aggiungeremo inquinante), per poi soffermarsi sull’imbarazzante azione finalizzata a compensazioni proposte dalla Snam e messe in atto dallo stesso Sindaco, tramite un progetto di efficientamento energetico degli edifici comunali, finalizzato alla riduzione delle emissioni di inquinanti nella città; azione totalmente sbilanciata ai fini della mitigazione dell’inquinamento, causato dall’impianto.

Con piacere prendiamo atto che il Sindaco ha cambiato idea, tuttavia ci auspichiamo che si schieri con i cittadini e produca atti amministrativi precisi per rigettare al mittente gli ampliamenti previsti, atti che può e deve fare per pretendere maggiori controlli a garanzia della sicurezza, mettendo in campo misure di precauzione su quell’impianto.

In rappresentanza della città di San Benedetto del Tronto, era presente in sala l’associazione Ambiente e Salute nel Piceno nelle persone di Gaspare Crescenzi e Massimo Bartolozzi. Quest’ultimo è stato invitato sul palco per portare la testimonianza di sette anni di battaglia fatti per rigettare il mega stoccaggio che vorrebbero realizzare a San Benedetto. Ricambiare la visita di cortesia al sindaco di Minerbio è stato un piacere dovuto, ma non molto gradito, per questo  vi consigliamo la visione del video che abbiamo caricato su youtube: “Finalmente se ne parla”.

Vogliamo fare un ringraziamento particolare al Ricercatore Nicola Armaroli, punto fondamentale della battaglia, agli organizzatori dell’incontro e a tutti coloro che si stanno impegnando per difendere i diritti dei cittadini dei territori coinvolti dal progetto. Un incoraggiamento all’associazione nascente Ambiente Terre di Pianura, alla quale siamo solidali dando disponibilità nel fornire le nostre competenze per le future assemblee, poiché siamo convinti che solo unendo le forze potremmo far valere i nostri diritti.


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