SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due conferenze stampa praticamente contemporanee e quasi gemelle infiammano la “questione” project financing e la vigilia del voto decisivo in consiglio sul progetto di riqualificazione della piscina “Gregori”. Prima parla il comitato “Stop Project” dalla sede della Cogese e, più o meno un’ora dopo, dalle stanze del Comune è l’opposizione a esporre quasi gli stessi argomenti.  Sul banco degli imputati temi già trattati in passato e che vanno dall’urbanistica ai conti, passando per pure questioni progettuali. Ma c’è un aspetto in particolare che sta governando le ultime ore prima del consiglio comunale e che è anche alla base dei 21 emendamenti, 21 modifiche ai documenti che dovranno essere votati domani, che la minoranza ha chiesto in queste ore al presidente del consiglio e sulla cui ammissibilità, a quanto pare, gli esperti del comune si stanno interrogando.

Tutto, o quasi, quello che sta infiammando nelle sue ultime battute un tema già rovente di suo, ruota su un’ottantina di righe che rappresentano il contenuto dell’articolo 10.2 dello schema di convenzione fra pubblico e privato che regolamenta la realizzazione dei lavori e la gestione futura della piscina, una volta che questa sarà in mano ai privati. Le poche righe in particolare (che vi riportiamo integralmente in foto) trattano del “riequilibrio economico-finanziario” a cui avranno diritto i privati nel caso in cui eventi non favorevoli o destabilizzanti dovessero colpire la gestione della piscina o finanche la sua realizzazione. “Nel caso in cui dalla piscina i privati dovessero trarre profitti inferiori o sopportare costi superiori nell’ordine di pochi punti percentuali rispetto a quanto previsto (si parla di 3% in entrambi i casi) sarebbe il Comune a dover pagare” commenta Ermanno Consorti, avvocato del comitato. Un’ora dopo anche Giorgio De Vecchis esporrà gli stessi problemi.

Si tratta in realtà di un argomento già portato a galla dagli studi fatti dagli esperti del comitato (qui, ad esempio, lo stesso avvocato Consorti ne parlava esaurientemente) ma che sembrava superato dalla delibera di giunta dello scorso 11 dicembre, la quale aveva recepito, all’interno dell’istruttoria (il documento finale sul project redatto dagli uffici), i famosi “pareri” dei tecnici fra cui quello che dettava la necessità di “riallocare” i rischi economici interamente a capo dei privati. Ed è qui che si inserisce l’opposizione che ha presentato 21 emendamenti, tutti tesi a modificare proprio quella convenzione e l’articolo 10.2 in particolare. “L’articolo 10.2 non è stato modificato e ogni evento fuori dal controllo dei privati rischia ancora di causare un danno alla gestione della piscina che il Comune sarebbe costretto a risarcire. Noi abbiamo presentato gli emendamenti per evidenziare che ci sono ancora dei grandi fattori di rischio che gravano sulle casse del Comune” spiega uno scatenato Giorgio De Vecchis che insieme a quasi tutta l’opposizione (presente il Pd con Alfonsi, Di Francesco e Capriotti, l’Udc, Articolo Uno con Flavia Mandrelli e pure il Psi con Umberto Pasquali) riunisce tutta la stampa sambenedettese per spiegare gli ultimi sviluppi di una vicenda i cui contorni critici hanno unito come mai in precedenza tutte le forze minoritarie del consiglio comunale negli ultimi sei mesi.

Un’ora prima, però, anche i No-Project avevano parlato come detto. E accanto alla questione della convenzione (“non ci sono rischi per chi gestirà la piscina” aveva amaramente commentato Fabio Eleuteri) il comitato aveva parlato pure di discrepanze fra i progetti e le destinazioni d’uso (da catasto comunale) dei locali attualmente sotto la piscina scoperta (“ci sono 200 mq che non possono essere trasformati in volumi utilizzabili per la palazzina” aveva detto sempre Ermanno Consorti) evidenziando come persistano ancora, a loro avviso, “grossi problemi urbanistici”.

L’ultima conferenza stampa del comitato prima del voto del consiglio dunque. Ma non l’ultima in senso assoluto. C’è da scommetterci. Perché sono proprio i No-Project ad annunciare battaglia. Anzi, a dichiarare quasi una “guerra”: “Siamo pronti a presentare ricorsi ovunque se domani il consiglio comunale darà il via libera al project – dicono in coro i membri del comitato – a partire dal Tar, passando per forze dell’ordine, procura, corte dei conti”.

 

 

 

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