SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di oggi la doppia convocazione, per certi versi attesa da mesi. Il 20 dicembre alle 17 e 30 si celebrerà l’ultima commissione consiliare, quella Lavori Pubblici, in cui i consiglieri comunali discuteranno del project financing della piscina, l’ultimo atto politico prima che la delibera votata lunedì dalla giunta venga sottoposta all’esame, tre giorni dopo, dello stesso consiglio comunale.

E sarà una riunione ricca, condita da due interrogazioni (della Mandrelli su Picenambiente e di Tonino Capriotti sul “caso” Giuliano Palma), due mozioni (entrambe di Valerio Pignotti, in una si chiederà la riduzione del gettone di presenza dei consiglieri), un paio di operazioni tecniche di bilancio e l’approvazione dello schema per la gestione unificata delle segreterie fra San Benedetto il comune di Rotella.

Ma, come detto, durante tutti i lavori e almeno per i primi sei punti all’ordine del giorno per quel sabato mattina “l’elefante nella stanza” sarà lui, il project financing per la piscina comunale, l’argomento più discusso in assoluto degli ultimi mesi e uno dei più divisivi della storia politica recente in riva all’Adriatico, un argomento che ha tracciato un solco netto fra opposizione e maggioranza. E elefante nella stanza, la finanza di progetto non sarà più per la maggioranza, finora “parca” o quantomeno sibillina nelle dichiarazioni ogni volta che è stata stuzzicata o persino attaccata frontalmente sull’argomento e che per forza di cose nei suoi esponenti di vertice quel giorno parlerà, perché più di una “stuzzicata” arriverà dai banchi dell’opposizione.

In settimana, non si sa ancora se prima o dopo l’ultima commissione, ci sarà pure un incontro fra la stessa opposizione consiliare e comitato “Stop Project”. Già, il comitato, da cui un po’ tutti si aspettano qualcosa il 23 dicembre. Anche perché, il proposito di un corteo, di una manifestazione silenziosa è stata un’ipotesi concreta già dalla formazione dello stesso. “Marceremo per la piscina in consiglio” fu infatti il grido, il manifesto fondativo delle intenzioni quando, lo scorso 29 settembre, i No-Project si riunirono per la prima volta. Quasi un presagio sul fatto che, la campagna comunicativa degli oltre due mesi successivi, non sarebbe servita a far cambiare idea ai vertici dell’amministrazione.

Indipendentemente da quello che succederà, però, resterà tutto probabilmente nell’ordine di un gesto più di costume, seppur pervaso da precise convinzioni e documentate basi fattuali, che di qualsivoglia efficacia. La sensazione è infatti che le armi a disposizione di chi resta contrario a questa finanza di progetto andranno per forza di cose innescate in altre sedi. Nel mentre resta il percorso politico non scalfibile portato avanti dall’Amministrazione, “decisa” o “arbitraria” nella sua azione è un aggettivo che va scelto a seconda del punto di vista da cui si guarda una faccenda che il 23 vivrà, più emozionalmente che politicamente, il suo culmine drammatico.

 

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