SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quattro giorni fa, il 10 aprile, gli uffici anconetani della Soprintendenza, hanno scritto agli uffici comunali per avere delucidazioni sullo stato dei lavori attorno alla foce dell’Albula, sia per quanto riguarda le operazioni già terminate sul pennello che per quanto riguarda il rinnovamento, ancora in corso della parte Nord, che verrà trasformata in una sorta di salotto all’aperto con sentieri, panchine e nuova illuminazione.

Il risposta alla nota proveniente da Ancona, il Comune oggi ha fornito un’aggiornamento tecnico sui lavori. “Sono stati impiegati massi naturali di cava per l’esecuzione di tutte le strutture” si legge nella lettera “compatibilmente con la valenza ambientale dei luoghi.”

La foce e la sponda Nord “non sono più balneabili” spiegano dall’Ente, “per colpa dei reflui del torrente stesso che danneggiavano la fruibilità e la balneazione” di una porzione ben più ampia dell’arenile da Nord a Sud. Nonostante la zona adesso sia diventata, in parte, off limits per i bagnanti, da San Benedetto non mancano di sottolineare che le operazioni erano necessarie per fermare “il degrado ambientale” a cui era soggetta la zona attorno alla foce.

Dall’altro lato gli uffici comunali ricordano che l’intera zona Nord, quella sponsorizzata dall’imprenditore Jerry Tommolini per intenderci, sarà sottoposta alla nota opera di ristrutturazione “con nuova pavimentazione, sentieri e illuminazione”. Nell’area verranno posti poi ancora “massi naturali per prevenire le inondazioni provocate dalle mareggiate formando una barriera naturale che non danneggerà, ma anzi esalterà lo skyline” chiudono da San Benedetto.

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