SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ passata ormai una settimana dall’udienza di Palazzo Spada in cui il Consiglio di Stato, ultimo grado di giudizio del processo amministrativo, ha esaminato il ricorso elettorale del centro-sinistra sambenedettese, che chiede una diversa composizione del Consiglio Comunale, in aderenza, ad avviso dei ricorrenti, con le disposizioni del Tuel.

All’inizio si pensava che, per ottenere una sentenza dal collegio, sarebbe stata questione di due o tre giorni al massimo e invece la questione si è protratta per una settimana con il fascicolo del ricorso di Paolo Perazzoli che è tecnicamente “trattenuto in decisione” dai giudici. Il ritardo però non preoccupa, anzi, fa sperare il centro-sinistra e lo stesso Perazzoli oggi dichiara: “Il fatto che siano passati diversi giorni senza l’emanazione della sentenza vuol dire che il Consiglio di Stato ha dibattuto e che le istanze da noi portate in esame non erano “quisquilie”. I ricorrenti  dunque sperano e lo fanno praticamente da posizioni diverse oramai visto che, gli interessati al pronunciamento sono diventati tre: oltre al Pd e all’Udc (autori di ricorsi in origine separati al Tar e poi riuniti dal giudice di primo grado) c’è da contare anche “Articolo Uno” movimento a cui ha aderito proprio Perazzoli e nato dalla “costola” del Pd in piena fase di secessione.

Anche Natale Vallone, avvocato che ha curato il ricorso del Pd, sentito da Riviera Oggi sembrerebbe ottimista: “Attendiamo la sentenza a giorni e forse a ore perché tutte le sentenze relative ai ricorsi elettorali sono state già pubblicate” chiosa “Il fatto che siano passati diversi giorni può essere un segnale positivo perché su queste questioni c’è una giurisprudenza prevalente, e il trascorrere del tempo potrebbe voler dire che non si sono uniformati ad essa”.

Insomma, il lungo strascico delle elezioni amministrative potrebbe finire a breve o a brevissimo. Perazzoli in ogni caso sembrerebbe orientato a rimanere in Consiglio Comunale per ora, indipendentemente dal responso di Palazzo Spada. Con una sentenza favorevole scommettiamo che lo farebbe più volentieri.

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