SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quella fra Paolo Perazzoli e il Pd è stata una storia d’amore travagliata ma che, anche a divorzio avvenuto e ufficializzato, continua a riservare qualche sorpresa. Meno di una settimana fa infatti l’ex Sindaco ha battezzato il nuovo movimento sambenedettese “Democratici e Progressisti” ma nonostante questo rimane formalmente nel gruppo Pd in Consiglio. Anche se con le ore contate.

Perazzoli ha infatti pubblicamente dichiarato che si dimetterà da Consigliere nel caso in cui il 6 aprile il Consiglio di Stato dovesse affossare definitivamente il ricorso per “l’Anatra Zoppa”. Nel frattempo però rimane con gli ex “compagni” perché, parole sue, “non avrebbe senso formare un nuovo gruppo consiliare visto che fra un mese potrei dimettermi” ha dichiarato Perazzoli, che l’8 marzo si è presentato assieme agli altri democratici in conferenza stampa, un segno di convivenza seppur in letti separati.

Nel caso in cui lo sfidante di Piunti alle elezioni dovesse lasciare l’assise, è pronto a subentrargli Pasqualino Marzonetti, 315 preferenze alle consultazioni primaverili.

In una posizione particolare è anche Marco Curzi, che ha lasciato Rinnovamento e Progresso per aderire ai socialisti anche se in questo caso c’è il regolamento sul Consiglio Comunale a mettersi di mezzo: l’articolo 8 infatti impone che, per la formazione di un nuovo gruppo consiliare (che deve avere comunque una rappresentanza in Parlamento) occorrano almeno due consiglieri. Possibile un “approccio” con Flavia Mandrelli, che però ai socialisti non è iscritta. Uno dei due dovrebbe certamente fare un passo in questo caso.

Perazzoli intanto coltiva parallelamente il suo nuovo “giocattolo” politico che è in fase di sviluppo e nei prossimi mesi si darà una struttura. Prevista infatti la costituzione, per “Dp”, di sezioni e circoli sul territorio comunale. Dopo il 6 aprile l’ex Sindaco potrebbe avere più tempo per occuparsene.

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