SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giungono numerose, nella nostra redazione, le e-mail e le testimonianze d’affetto per i colori rossoblu. Da tutta Italia, e non solo, la fede per la Samb è davvero grande.

Oggi raccontiamo la passione di Giulio Di Buò: 48enne originario di San Benedetto ma residente da 20 anni a Milano. Un amore nato fin da bambino che non si è interrotto a causa della distanza ma bensì è aumentato.

“Quando ero a San Benedetto andavo a vedere tutte le partite dei rossoblu, fin dai tempi de mitico allenatore Marino Bergamasco. Fino al mio trasferimento nel 1986 a Bologna e poi in seguito a Milano” afferma Giulio Di Buò a Riviera Oggi.

Come bisogna spiegare, ai forestieri, quanto significa amare la Samb?

“Parla la storia. La Samb è stata la prima squadra delle Marche a salire nel calcio professionistico. Prima dell’avvento di Costantino Rozzi ad Ascoli eravamo la regina indiscussa della Regione. Una grande storia testimoniata dai numerosi giocatori e allenatori che si sono imposti prima in Riviera e poi in serie A come Zenga, Tacconi, Sonetti e tanti altri”.

Nonostante la distanza riesci a seguire i rossoblu.

“Certamente. Purtroppo per impegni lavorativi e personali non riesco sempre a seguire di persona le gare. L’ultima trasferta recente l’ho fatta a Parma nel maggio 2016 per la Poule Scudetto, ma mi tengo molto aggiornato su Internet grazie anche a voi di Riviera Oggi. Seguo le sorti della squadra e spero sempre che vinca”.

I tuoi ricordi migliori e peggiori inerenti alla Samb.

“Tra i peggiori in assoluto la tragedia del Ballarin con l’incendio in Curva Sud. Una giornata nera, ancora oggi difficile da accettare. Ricordo con piacere la Samb di Nedo Sonetti del 1982. Per me era la squadra più forte in assoluto. Se devo citare una partita, fra tantissime, allora dico la sfida al Ballarin contro la Sampdoria terminata 2 a 2 con una doppietta di Garbuglia. Potevamo vincere ma prendemmo dei goal ingenui però fu un match spettacolare”.

Torni spesso a San Benedetto?

“Per fortuna ogni tanto riesco a tornare e cerco sempre di coincidere il mio soggiorno con qualche partita casalinga al Riviera delle Palme“.

Che cosa pensi del percorso attuale della Samb in Lega Pro?

“Un buonissimo inizio con un rallentamento che ha creato un pò di sconquasso. Secondo me bisognerebbe essere più chiari a inizio torneo e dire effettivamente l’obiettivo della stagione. Parma e Venezia sono squadre superiori, dobbiamo tornare a fare punti con gli altri team. Abbiamo fatto bene e possiamo continuare a farlo. Sono contento dell’avvento del patron Fedeli però lo vorrei un pò più sereno e meno istintivo. Va molto bene la sua forte presenza però certi ‘scatti’ in pubblico possono causare dei problemi. Come le interferenze per questioni tecniche con gli allenatori”.

San Benedetto è una meta ambita dai milanesi.

“Esatto, abbiamo un lungomare bellissimo. A mio parere il migliore d’Italia. Il mare è nella media, potrebbe essere più pulito ma è gradevole e apprezzato. Si mangia molto bene e ciò porta tanti punti a San Benedetto. Però ultimamente la città è diventata un pò ‘cara’ e la cortesia di una parte di sambenedettesi potrebbe essere più calorosa. Inoltre sarebbe adeguato un miglioramento dei trasporti pubblici e dei parcheggi. Abbiamo tanto verde nella nostra zona ma l’entroterra è poco conosciuto e pubblicizzato. Bisognerebbe promuoverlo non solo con le sagre ma con eventi importanti, specialmente dopo gli ultimi eventi sismici”.

Tifi Samb anche se non sei originario di San Benedetto? Hai un amico o conoscente ‘forestiero’ che ha una grande passione per i rossoblu? Scrivi a info@rivieraoggi.it e lascia la tua/sua testimonianza d’affetto per la Sambenedettese

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