SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Due Sì per cambiare“. La Cgil lancia la sua sfida in vista della campagna referendaria sui quesiti riguardanti voucher e reintroduzione di maggiori tutele nei confronti dei lavoratori negli appalti. E lo fa in una partecipata assemblea nella sala consiliare di San Benedetto, con un folta presenza di giovani e giovanissimi. “Voucher e precarietà: liberiamoci” il titolo dell’incontro che ha visto la relazione di Daniele Lanni, della Nidil-Cgil Ascoli Piceno, Paola Giovannozzi della Segreteria Generale Cgil Ascoli e Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche.

Molti anche gli interventi del pubblico concentrato anche sugli aspetti relativi alle esperienze personali nel mondo del lavoro. Interessanti i dati emersi: nelle Marche vi è una incidenza di uso dei voucher altissima, uno per ogni sette lavoratori dipendenti, mentre nel 2016 nel Piceno le ore di lavoratori pagati con voucher sono state 825 mila, equivalenti a 500 posti di lavoro a tempo pieno. Pesante però il confronto con i diritti pensionistici: “Un lavoratore pagato in voucher che arrivasse al tetto massimo ammissibile di 7 mila euro l’anno e lavorasse fino a 70 anni, andrebbe in pensione con 208 euro al mese” ha spiegato Lanni.

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