TERAMO – Cinquanta persone fra autisti e pompieri, otto frese trasportate su sei camion, generatori di corrente, pale da neve e viveri: una macchina della solidarietà che si è mossa dalla Svizzera e in poche ore ha raggiunto, nell’Abruzzo martoriato dalla neve e dal terremoto, prima la patria della ceramica, Castelli, poi Pietracamela, isolate da metri di neve e senza energia elettrica.

Il ‘Convoglio solidarietà Ticino in Abruzzo’ nasce in poche ore grazie al tam tam sulla rete.

“Non sono mai stato in Abruzzo, ma per noi lavorare in mezzo alla neve è normale” racconta Danilo Cau all’Ansa, uno dei coordinatori dell’operazione.

Dieci i piccoli imprenditori che si sono fatti carico di spese di carburante e pedaggi autostradali. Il primo di tre convogli è partito il 21 gennaio all’alba e sta rientrando in queste ore in Svizzera.

Fra lunedì e martedì è partito il secondo, che ha portato frese cingolate, il terzo è all’opera da stamattina. E domattina partiranno dalla valle locarnese due furgoni con cibo per animali.

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