SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è riunita nel pomeriggio del 28 dicembre la Commissione Bilancio. E il piatto del giorno è stato certamente il bilancio consolidato, strumento dal 2017 obbligatorio per tutti i comuni italiani, che ha come finalità quella di rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell’attività dell’ente svolta sia in via diretta sia attraverso le società controllate e partecipate. Nel caso di San Benedetto entrano però nel documento solo le partecipate che incidono di più su patrimonio netto, attivo e ricavi ovvero Ciip, Picenambiente, Centro Agroalimentare e Multiervizi.

Il Tuel impone l’approvazione entro il 30 settembre ma, come noto, la votazione del Consiglio Comunale sul bilancio “aggregato” del 2015 slitterà al nuovo anno. Sul tema si è alzato un polverone nelle scorse settimane con il Consigliere Giorgio De Vecchis che aveva fatto ampiamente notare i ritardi della riunione d’assise sul tema. (leggi qui).

Ciip in salute ma col “braccino corto”

Nel frattempo, in attesa del responso dei revisori dei conti per poter convocare l’assise, i consiglieri membri della commissione bilancio sono stati “edotti” con i prospetti relativi alle analisi economico-finanziarie delle società partecipate. Ne è uscito fuori un risultato economico “aggregato” in positivo per 7 milioni e 700mila euro al 31 dicembre 2015, “risultato che però è frutto principalmente dell’attività diretta del Comune nella riscossione dei tributi” spiega l’assessore al bilancio Andrea Traini.

Meno della metà dunque di questo utile arriva dalle attività delle partecipate, nonostante alcune di queste risultino piuttosto in salute. Il Ciip ad esempio ha chiuso il 2015 in attivo per oltre 6 milioni  mentre l’azienda Multiservizi ha prodotto utili per 4 mila e 200 euro. Meno bene la Picenambiente che ha chiuso il 2015 in attivo di  circa 400 mila euro mentre il Centro Agroalimentare e la Start Spa hanno prodotto perdite entrambe nell’ordine dei 200 mila euro ciascuno. Nonostante i buoni risultati però il Ciip non distribuisce utili da qualche anno visto che reinveste tutto, “contribuendo però all’aumento patrimoniale che per il periodo preso in considerazione è stato di circa 13 milioni di euro” spiega ancora Traini.

Le strane quote della “Start”

 

A tenere banco maggiormente in commissione è stata però la Start, nonostante la società di trasporti non rientri in quello che tecnicamente è detto “perimetro” del bilancio consolidato (perché incide per meno del 10% su ricavi, utili e patrimonio netto). Il motivo? Il particolare schema con cui il Comune ne detiene il 28% , ovvero direttamente col 7% mentre tramite la Multiservizi per il restante 21% (la Multiservizi è però controllata al 100% dal Comune). Per il consigliere Giorgio De Vecchis “bisogna immediatamente abbattere il capitale sociale e riportare le quote al Comune” operazione tecnicamente perfezionabile con atto notarile, ma che per De Vecchis sarebbe “un segnale forte per far capire che San Benedetto vuole pesare nelle assemblee delle partecipate, senza andare con le “orecchie abbassate” punge infine il consigliere.

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