SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La sconfitta di Padova rischia di avere ripercussioni oltremodo immeritate sull’ambiente rossoblu: più per il punto perso senza giustizia a Padova, per la serie di 4 pareggi e due sconfitte rimediate nelle ultime sei partite. La prima serie negativa del campionato, che ha staccato la Samb dal vertice della classifica, relegandola alle posizioni di rincalzo, ma sempre in zona play off.

Alcuni punti fermi.

A PADOVA SI E’ PERSO PER L’ARBITRO Gli errori arbitrali non vanno enfatizzati ma quando si assegna un calcio di rigore come quello visto in Veneto, si va oltre l’errore. Nessun calciatore del Padova aveva protestato: chiedevano semmai calcio d’angolo. Il pubblico dell’Euganeo ancor meno. Quando la partita viene decisa in questo modo, tutti gli altri discorsi passano in secondo piano, per una volta.

I DIFETTI LI CONOSCIAMO Il centravanti partito come titolare, Fioretti, ha realizzato un solo gol, su rigore, alla prima del campionato. Il suo sostituto, il giovane Sorrentino, è all’esordio tra i professionisti, ha segnato quattro volte ma non è una prima punta (giocherebbe a mio avviso alla grande come seconda punta). Così Mancuso, che è un centrocampista di fascia all’occorrenza attaccante, ha tenuto su i rossoblu con 10 reti. Non è un caso che nel momento in cui la sua verve realizzativa si è appannata (anche a Padova) per la Samb sono iniziati i problemi. Altro punto debole della Samb sono i terzini: Di Filippo, Di Pasquale e Tavanti sono comunque tutti molto giovani, Pezzotti ha avuto prestazioni altalenanti, N’tow ha grandi prospettive ma ha giocato pochissimo perché sempre infortunato. Servirebbe inoltre un cambio a centrocampo, o almeno un centrocampista in grado di sostituire Sabatino; è stato acquistato Zappacosta ma non ha mai giocato.

BERARDOCCO E’ UN PROBLEMA? Per molti tifosi è lui un elemento critico della squadra. Ha iniziato molto bene ad inizio stagione, poi, complice un infortunio e complice lo studio del gioco dei rossoblu, ha passato un periodo difficile. Secondo noi ne è uscito molto bene nelle due difficili trasferte di Pordenone e Padova, quando Palladini ha aumentato la densità a centrocampo, il mediano rossoblu è tornato a buoni livelli. Semmai il problema Berardocco risiederebbe nel fatto che è un tipico calciatore da impiegare in un centrocampo a tre, o a cinque.

PALLADINI IN DISCUSSIONE? I risultati, le parole di Fedeli dopo Padova e qualche sortita giornalistica hanno spostato la lente di ingrandimento sull’allenatore rossoblu. Che come tutti non può essere immune da critiche ma al quale va dato atto almeno di una cosa: ha vinto il primo campionato di Serie D con la Samb in condizioni societarie precarie, ha vinto il secondo campionato di Serie D giocando praticamente senza un vero centravanti, e ha giocato il girone di andata senza un attaccante vero e proprio. A noi sembra un mezzo miracolo. Quanto meno va data a Palladini la possibilità di avere una formazione completa in tutti i ruoli. A partire da quell’Andrea Ferretti, attaccante ora al Trapani in Serie B, nelle mire di patron Fedeli.

SOLUZIONE? Una sola: vincere con la Maceratese, concludere alla grande un ottimo 2016, inserire subito quei due o tre elementi tra titolari e panchina di cui si ha bisogno, ricaricare le pile e ripresentarsi, dal 22 gennaio, pronti per la seconda parte del campionato. Che sarà, per tutti, un’altra storia.

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