SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non tutte le donne capiscono di calcio”. Fece abbastanza scalpore l’affermazione di Sinisa Mihajlovic, qualche mese fa, rilasciata a Striscia La Notizia durante la consegna di un tapiro. L’ex allenatore del Milan, attualmente al Torino, era amareggiato da alcune critiche giunte da giornaliste sportive e si era lasciato andare a una battuta infelice. Siamo sicuri che il pensiero del tecnico serbo fosse più che altro un gesto di frustrazione che un’affermazione sincera.

Purtroppo, però, nel panorama calcistico è capitato spesso di non associare le donne allo sport più praticato in Italia. Specialmente in passato. Sembrava impensabile che una donna potesse capire di calcio oppure avere, addirittura, ruoli in società calcistiche. Fortunatamente è possibile. Nel corso degli anni si sono affermate con successo giornaliste sportive ma anche dirigenti e addetti stampa.

Anche in Riviera e Provincia abbiamo avuto un riscontro molto positivo. Sono tante le giornaliste sportive che in più di un’occasione hanno dimostrato di avere molta competenza e professionalità. Inoltre a San Benedetto del Tronto, alla Sambenedettese, da un anno c’è una solida figura femminile che fa da tramite alle varie comunicazioni della società con giornalisti, calciatori e tifosi.

Stiamo parlando di Ilenia Di Felice. Una figura elegante e competente che ogni giorno è alle prese con le categorie citate prima. Un lavoro non facile ma effettuato con professionalità e pazienza. Abbiamo intervistato Ilenia per conoscerla un po’ meglio e comprendere il suo ruolo nella società rossoblu.

Ilenia, raccontaci in cosa consiste il tuo ruolo.

“Principalmente nel comunicare alla stampa e a tutti quelli che seguono la Samb notizie inerenti alla società. Inoltre seguo la squadra in casa e in trasferta e aggiorno il pubblico in tempo reale su quanto accade. Fornisco comunicazioni di ciò che avviene all’interno della società. Sono un filtro tra gli organi di stampa e la squadra”.

Come hai vissuto l’anno trionfale in serie D della Samb?

“La promozione in Lega Pro è stata qualcosa di straordinario. Ricorderò sempre l’ansia pre-gara, le trasferte, le vittorie sofferte, i gol nei minuti finali al cardiopalma, il calore dei tifosi e i cori interminabili da pelle d’oca. Sono orgogliosa di aver fatto parte di questa squadra e di questa dirigenza e di aver contribuito, per quanto possibile, alla vittoria di questo campionato che la città di San Benedetto aspettava da troppo tempo”.

Con l’approdo in Lega Pro è cambiato qualcosa dal punto di vista lavorativo?

“Sicuramente con il calcio professionistico il lavoro sarà più certosino e puntuale anche perché aumentano visibilità (saremo proiettati su panorama nazionale), responsabilità e impegno. Ma con passione, unione e collaborazione tra colleghi cercheremo di dare il massimo e offrire un servizio sempre più completo e aggiornato a tutti i nostri tifosi che, ne sono certa, ci seguiranno e sosterranno per tutto il corso della stagione”.

Qualche parola sui tuoi colleghi che lavorano con te nell’area Samb?

“Guai a chi tocca i miei colleghi. Sono tutti veramente gentili e cordiali con me. Pur essendo l’unica donna, non sono soggetta a pregiudizi né discriminazioni e questo è fondamentale in un ambiente considerato prettamente maschilista. Sono una delle più giovani alla Samb e stare in contatto con persone più grandi di me non fa altro che accrescere il mio bagaglio conoscitivo esperienziale di giorno in giorno”.

Hai continuamente a che fare con giornalisti, calciatori, dirigenti e tifosi. Con chi è più difficile confrontarsi?

“Con i giornalisti (ride, ndr). Scherzo. Essendo stata dall’altra parte della barricata sino a due anni fa ho avuto modo di conoscere e apprezzare il lavoro dei nostri giornalisti locali e forestieri. Da parte mia c’è tutto il massimo rispetto e collaborazione. Noi dobbiamo venire incontro alle loro esigenze e loro alle nostre, nel massimo rispetto dei propri ruoli. Sui calciatori se ne dicono tante, ma voglio spezzare una lancia a loro favore: molto spesso dietro lo stereotipo si cela una persona con le proprie insicurezze e fragilità che va tutelata e non attaccata. Per quanto concerne i dirigenti, ho un ottimo rapporto con tutti basato sul rispetto, stima e sincerità reciproca. I tifosi? La parte sana e bella di questo sport, senza ombra di dubbio”.

Si dice che donna e pallone non legano. Qual è il tuo pensiero? In Provincia ci sono tante brave giornaliste sportive (inoltre anche la ‘rivale’ Ascoli ha come addetto stampa una donna, Valeria Lolli).

“Essendo un mondo prettamente maschilista, va da sé che il pensiero che ne scaturisca non sia per niente positivo. Ma sta alla donna dimostrare di avere cervello e mettere a frutto le sue capacità. In alcune società professionistiche ci sono donne che ricoprono anche la carica di presidente e che hanno più polso di certi presidenti uomini. Il tutto sta nell’avere il coraggio di credere nelle donne e di andare oltre i pregiudizi e credere in loro stesse. Con le mie colleghe giornaliste che seguono la Samb (Sabrina Vinciguerra ed Elisabetta Gnani) ho un ottimo rapporto basato innanzitutto sulla stima e il rispetto reciproco che credo siano basilari in ogni tipo di relazione umana e non. Inoltre sono precise e puntuali e sanno svolgere benissimo il proprio lavoro, molte volte anche più dei loro colleghi uomini, scherzo naturalmente. Non conta il sesso ma serietà e professionalità che si mettono in campo nel proprio ambito lavorativo”.

Perché sei appassionata di calcio? Oltre alla Samb tifi qualche altra squadra?

“Mio padre mi ha trasmesso la passione per questo sport e mi accompagnava sin da piccola al Riviera. Un amore che ho sempre coltivato e che, fortunatamente, ho trasformato in lavoro. Il più bello del mondo. Oltre alla Samb sono tifosissima della Juve. Anche in questo caso mio padre è complice. Nel 2015 sono stata anche a Berlino a vedere la finale, persa contro il Barcellona, di Champions League. Un’esperienza che rifarei al 100%”.

Parlaci delle tue esperienze passate da giornalista.

“Ho lavorato per due anni a Vera Tv. Un’esperienza costruttiva e istruttiva che mi ha insegnato anche ad avere un approccio diverso alle situazioni che si presentano nella vita. E’ stato un punto di svolta fondamentale non solo nella mia carriera professionale ma soprattutto dal punto di vista caratteriale ed emotivo”.

Cosa auguri in futuro alla Samb ma anche a te naturalmente.

“Auguro alla Samb di rimanere sempre nei professionisti e di tornare il prima possibile in serie B e, perché no, di andare anche in Serie A. Con una piazza del genere sicuramente faremmo invidia a tantissime società blasonate. A me auguro di poter continuare a far parte di questa squadra di lavoro e di vivere emozioni intense come la promozione in Lega Pro di quest’anno appena trascorso”.

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