MONTALTO DELLE MARCHE – Montalto può gestire la propria raccolta rifiuti in autonomia. Perché solo lui? Ormai potremmo persino generalizzare: un qualsiasi comune italiano.

È questo il messaggio forte che arriva dopo oltre un anno dalla sentenza favorevole del Tar Marche, che potrebbe fare storia. Per ora senza dubbio fa tremare PicenAmbiente SpA e San Benedetto (capofila degli enti pubblici soci del servizio di raccolta rifiuti), che avevano provato a fare ricorso – 8 ricorsi – chiedendo di annullare gli atti con cui Montalto aveva revocato l’appalto all’azienda.

Lo scarso successo della raccolta differenziata dovuto a quest’ultima – che invece lo imputava agli utenti – era tra i motivi che avevano spinto il sindaco Raffaele Tassotti a guardarsi intorno, fino a preferirle la Società Cooperativa La Splendente, risparmiando in un anno oltre 61 mila euro per 2.159 abitanti (San Benedetto ne ha quasi 24 volte).

Per loro invece quel contratto non poteva essere rescisso. Parere opposto a quello dei giudici, da cui è piovuta la doccia fredda: “Il ricorso e i motivi aggiuntivi sono infondati”.

La notizia è stata trascurata dalla stampa (e dai comuni), ma non poteva sfuggire all’architetto Sandro Mariani, consigliere di Grottammare, visto che nell‘assise del 30 luglio 2015 aveva presentato 2 importanti osservazioni a riguardo, riprese in una nota del 1 giugno 2016 che riportiamo integralmente.

“Non si comprende – conclude amareggiato Mariani – come i comuni aderenti a PicenAmbiente, di cui sono anche soci, non rimettano in discussione i contratti di gestione, come dovrebbero fare per tutelare i cittadini, e non rimettano in gara ciascuno, per proprio conto o associati, i servizi di raccolta rifiuti.

Non l’ha compreso neanche il Tar (che non paga), figuriamoci noi.

Riportiamo di seguito la nota giunta in redazione del Gruppo consiliare “Grottammare Futura” che fa riferimento al consigliere comunale arch. Sandro Mariani.

“Circa un anno fa nel consiglio comunale del 30 luglio 2015 si discusse il bilancio del Comune di Grottammare comprensivo del piano finanziario della PicenAmbiente, cioè quale cifra sarebbe gravata sulle spalle dei cittadini per la raccolta rifiuti.

Noi di Grottammare Futura presentammo due osservazioni importanti e fondamentali.

La prima evidenziava il fatto che ogni comune avesse un contratto singolo con la PicenAmbiente e a noi sembrava strano, che un area metropolitana continua come quella che va da Cupra Marittima a Centobuchi-Monteprandone non potesse stipulare un contratto unico con evidenti risparmi per i comuni, vista la possibilità di una migliore organizzazione della raccolta e con un tonnellaggio maggiore si potevano attivare processi di risparmi economici.

Ci fu risposto che non si poteva per via di norme territoriali stabilite dell’ATA, organismo associativo dei comuni, e che solo l’ATA poteva variare tali norme. A tutt’oggi i comuni non ne hanno discusso, né ci risulta che discuteranno nuove normative per far risparmiare i cittadini.

Seconda osservazione di cui chiedevamo risposta era che il comune di Montalto Marche voleva staccarsi dalla PicenAmbiente perché riteneva la “situazione insostenibile” – parole del sindaco – e che oltretutto aveva ricevuto offerte da aziende del settore, inferiori di circa 40.000 euro, e aveva chiesto la risoluzione del contratto con conseguenti ricorsi al TAR.

Ci fu risposto che gli atti amministrativi devono avere presupposti di legge; che il TAR aveva condannato il comune; che era in essere un secondo ricorso e che gli atti erano illegittimi.

Ora leggiamo, con scarsa evidenza da parte della stampa, la notizia che per i cittadini tutti riveste una grande importanza: che i giudici del TAR hanno dato ragione al comune di Montalto Marche; che il contratto può essere recesso e che il ricorso di PicenAmbiente era platealmente infondato.

Alla luce di quanto sopra, non si comprende come i comuni aderenti a PicenAmbiente, di cui sono anche soci, non rimettano in discussione i contratti di gestione, come dovrebbero fare per tutelare i cittadini, e non rimettano in gara ciascuno, per proprio conto o associati, i servizi di raccolta rifiuti.

Passerà nel dimenticatoio anche questa nostra osservazione, ma noi continuiamo ad essere vigili e a tenervi informati”.

 

 

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