SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Margherita Sorge contro tutti. Senza fare nomi, l’ex assessore si scaglia contro chi ha criticato il comportamento adottato all’indomani della sconfitta alle primarie del centrosinistra.

Nel mirino, probabilmente, Paolo Perazzoli, ma anche Fabio Urbinati che poche ore prima l’aveva invitata ad alzare bandiera bianca in virtù di una norma del Pd che vieta la terza candidatura consecutiva.

“Sono stufa di prendere lezioni di moralità e di etica da chi fa dell’ipocrisia la propria ragione di essere – tuona la Sorge su Facebook – non sono io quella attaccata alla poltrona cari miei soloni, falsi moralisti, trasformisti ed ipocriti! Chi mi ha voluto capire mi ha capito”.

Difficilmente la Sorge rimarrà in panchina. L’idea di una lista alternativa al Pd che possa includere altri dissidenti perazzoliani si fa sempre più concreta. Il candidato sindaco, tuttavia, ostenta ottimismo. “Ci sono scosse di assestamento, ma alla fine tutto si risolverà – affermò Perazzoli a Riviera Oggi prima di Pasqua – la Sorge non ha grandi consiglieri politici. Pensava da tempo di vincere, le sconfitte aiutano a crescere, ma fanno male, io ci sono passato, ci vuole tempo per passare dall’essere per anni al centro dell’attenzione ad un ruolo di secondo piano. Si sta male, bisogna adeguarsi. Poi il tempo passa e si va avanti, io per dieci anni sono stato senza ruoli istituzionali”.

Qualora la Sorge portasse avanti la battaglia contro il vincitore delle primarie, finirebbe col violare l’articolo 7 del regolamento delle consultazioni, firmato da tutti e quattro i contendenti alla vigilia del voto: “Ciascun candidato – recitava la norma – si impegna a sostenere lealmente il candidato vincitore al massimo delle proprie capacità”.

Senza dimenticare che il giorno delle sue dimissioni da assessore, il medico sambenedettese promise che non si sarebbe candidata in caso di sconfitta: “Tornerò al mio lavoro, impegnandomi ugualmente all’interno del partito; aiuterò il candidato del centrosinistra a vincere, chiunque sarà”.

Tesi ribadita il 22 febbraio durante il confronto pubblico in Municipio con Capriotti, Di Francesco e lo stesso Perazzoli: “Se perderò, festeggerò in ogni caso col Pd , ma non mi candiderò”.

Nel frattempo, c’è attesa per la riunione dei Socialisti di mercoledì sera. Il Psi valuterà la proposta di rinnovamento di Perazzoli che escluderebbe dai giochi Leo Sestri e Pino Laversa.

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