SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Clima disteso e sala consiliare affollata per il confronto tra i quattro candidati alle primarie del centrosinistra. Antimo Di Francesco, Margherita Sorge, Paolo Perazzoli e Tonino Capriotti si siedono nell’esatto ordine di ‘apparizione’ nella scheda elettorale. Tra loro tanti sorrisi e pochi affondi, con risposte assai simili soprattutto per quel che riguarda le future alleanze.

Mi ispirerò alla maggioranza che regge la Regione, a cui si aggiungeranno i partiti che governano a San Benedetto”, esordisce Perazzoli. “Parlo di partiti, non di certi personaggetti. Veti non se ne accettano e credo che l’attuale coalizione vada allargata a moderati e sinistra radicale. Una volta stabilito il candidato i polveroni inizieranno a diradarsi. Sono sicuro si possa trovare un’intesa”. D’accordo Di Francesco sullo “schema regionale”, così come la Sorge che a sua volta apre al mondo delle liste civiche. Sul fronte renziano, Capriotti condanna le spartizioni post-elettorali: “Chi amministrerà al mio fianco si distinguerà per merito ed esperienza, non per l’appartenenza”.

Passato il 6 marzo, in caso di sconfitta c’è chi si farà da parte e chi si metterà a disposizione del partito. “Se perdo appenderò le scarpe al chiodo – chiosa Perazzoli – sono all’ultima esperienza, di nuovo ci sono solo io”. Ribatte la Sorge: “Festeggerò in ogni caso col Pd , ma non mi candiderò”. Al di là delle volontà personali, l’ex assessore verrebbe stoppata dal regolamento dei democrat, che non consente più di due candidature consecutive in Consiglio. Di Francesco e Capriotti punteranno invece all’ingresso in assise.

Sul Poru di Area Mare, la Sorge scarica la patata bollente sulla prossima amministrazione (“ricordo che parliamo di un’area privata, dovremo mediare con i proprietari”), mentre Perazzoli contesta la mancata adozione di un nuovo piano regolatore: “I Poru non possono reggere il peso di certe scelte. Serve un Prg, in quel contesto si potranno valutare realmente le esigenze della città. Occorre una visione complessiva, non parziale. Chi è stato in giunta per cinque anni si accorge del progetto solo adesso. Per quanto mi riguarda, ho avuto modo di conoscere in maniera grossolana i disegni grazie al presidente del quartiere Sentina, nel mio partito non se ne è mai discusso”. Esternazioni che generano un breve battibecco con la segretaria del Pd Sabrina Gregori, seduta in prima fila.

Non c’è la necessità di un centro commerciale in Via Mare”, afferma Di Francesco. “Ad ogni modo le scelte importanti con ricadute sul sistema economico cittadino devono essere concertate”. Di partecipazione parla pure Capriotti: “I cittadini devono avere l’ultima parola, vanno salvaguardati gli interessi del privato e vanno rispettati i residenti”. Il ‘rottamatore’ però spiazza tutti quando accenna alla riqualificazione del sottopasso di Via Mare sfruttando una grossa parte di finanziamenti provenienti dagli stessi Poru. In tal senso, il progetto che garantirebbe maggiore monetizzazione sarebbe proprio quello contestatissimo di Area Mare, per una cifra pari a 450 mila euro.

La campagna elettorale è il periodo delle promesse miracolose e del ridondante “si può fare”. Difficile estorcere ai candidati un dubbio o l’ammissione di una difficoltà operativa.

“Dobbiamo accelerare sugli interventi rimasti fermi, come Ballarin o Albula”, spiega Di Francesco. “Farò subito un’analisi finanziaria in merito al restyling del lungomare e alla piscina comunale. Stilerò un cronoprogramma sulle opere, senza dimenticare la manutenzione”.

A Ballarin, lungomare e piscina accenna anche la Sorge: “Ci sono impegni a breve e lungo termine. In questi anni abbiamo affrontato gravi difficoltà economiche, da quest’anno avremo vincoli meno stringenti. Sulla bretella, la politica non è riuscita a fare sintesi su un progetto. Bisogna decidere l’azione infrastrutturale da mettere in campo per decongestionare il traffico sulla Statale”.

Salto indietro di ventitre anni per Perazzoli: “Nel 1993 la Palazzina Azzurra e la piscina erano chiuse. Promisi che le avremmo riaperte e le riaprimmo. La prima riunione che indirò da sindaco sarà per definire progetto e risorse per la riapertura della vasca scoperta. Pretendo di essere creduto per il semplice motivo che ho dimostrato di fare le cose. Così come garantisco in sei mesi la scelta del tracciato della bretella. Potete mettere la mano sul fuoco, non vi scottate. La circonvallazione non si realizzerà in cinque anni, idem l’ospedale unico. Ma se mai si comincia, mai si va avanti. Ad esempio, se non si approva il contratto di fiume per la sistemazione dell’Albula, non si va da nessuna parte”.

Su ciò che non farà, Capriotti sforna la risposta ad effetto: “Non prometterò posti di lavoro; se volete un posto in Comune non votatemi”. E aggiunge: “Non prometto opere faraoniche, non prometto finanziamenti a pioggia, non prometto grandi eventi, ma prometto che a gennaio la programmazione delle manifestazioni estive sarà già pronta”.

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