PORU. Riparto da un mio commento all’articolo sulla questione riguardante il progetto di via Scarlatti di proprietà di Areamare Srl. “Ho esaminato attentamente il contenuto del cosiddetto Poru fase B, numeri compresi. La redazione ci sta lavorando per rendere pubblico di cosa si tratta con esattezza. Abbiamo il piano completo e non mi piace esprimere pareri senza una piena conoscenza dei fatti. A prima vista non vedo grandi incompatibilità ma un sicuro miglioramento per quel che riguarda l’immagine di una zona oggi inutilizzata turisticamente, nonostante la vicinanza con il litorale. Credo anzi che i commercianti della zona ne usufruiranno positivamente. Accadde la stessa cosa con l’inizio dell’isola pedonale nel centro della città. Semmai i commercianti del centro potrebbero risentirsi ma anche loro, secondo me, non hanno nulla da temere. I numeri? Seimila metri di palazzine per i proprietari del terreno in un territorio di 35 mila metri quadrati a me non sembrano uno scandalo. A presto con servizi mirati sul preciso argomento nel prossimo numero di Riviera Oggi in edicola. I socialisti contrari? Anche Sestri? Se sì, perché non si candida come sindaco?” Ai 35 mila metri quadrati va aggiunto un altro spazio in via Del Cacciatore destinato in gran parte a verde pubblico. In totale la superficie concessa sarebbe di oltre 40 mila quadrati.

Approfondito il problema che riguarda, intanto, il Poru (sono dieci in totale) di via Scarlatti, alcune deduzioni mi sembrano naturali. Siamo in periodo elettorale e il peso del voto si fa sentire molto più che in altri periodi. E spesso l’esigenza di non perdere consensi è più importante della realtà. Chi ha il proprio bacino di voti nella zona adiacente al progetto è portato, infatti, più ad accontentare richieste di elettori contrari al progetto, che alle necessità oggettive della città. Come, magari, aveva fatto in precedenza.

All’uopo va ricordato (fino a prova contraria) che il 30 aprile 2015, in una riunione in cui era presente anche l’assessore Sestri e in presenza dell’Ufficio tecnico, si disse che il benestare al progetto era vincolato a determinate condizioni: riduzione dei volumi e quindi anche dell’edificio commerciale portato a dimensioni medie, arretramento di almeno metri 100 delle nuove costruzioni, una grande piazza su via Del Mare.

Il progetto che ho davanti agli occhi contiene le modifiche richieste che, pare, sono state visionate proprio dallo stesso avvocato Leo Sestri negli ultimi giorni dell’agosto scorso. Dopo di che la nuova soluzione apportata dai richiedenti sarebbe stata addirittura protocollata.  Alla luce di questi avvenimenti apparirebbe veramente strana l’opposizione alla realizzazione dell’assessore socialista. Pare, però, che per dare il suo benestare definitivo avrebbe chiesto altre specifiche modifiche (anche un sottopassaggio?).

Le prossime elezioni comunali e i nomi dei candidati alle Primarie del Pd potrebbero aver influito e costituiscono un deterrente? Chissà? Certo che l’avvocato, dopo tante collaborazioni con giunte di colori diversi, una considerazione in più del solito ruolo di assessore la meriterebbe. Ma non sono fatti miei.

Ritengo però che valutazioni strettamente personalistiche non dovrebbero impedire la realizzazione di un progetto che appare conveniente per il comune sambenedettese e quindi per la stragrande maggioranza dei cittadini. Una città più bella e godibile (la nuova area lo sarebbe) porterebbe ad un aumento di turisti del quale usufruirebbero tutti, commercianti e albergatori in particolare. Anche quelli di via Del Mare, secondo me. Tanti precedenti lo lasciano pensare.

È ora, tra l’altro, che la Giunta uscente qualche decisione importante la prenda, dopo dieci anni sarebbe ora.

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