SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel quarantacinquesimo anniversario dall’affondamento del motopeschereccio “Rodi”, avvenuto il 23 dicembre 1970, si è tenuta questa mattina, mercoledì 23 dicembre, dinanzi al Monumento ai Caduti del Mare “Il Mare, il Ritorno” di Paolo Annibali in zona portuale, la commemorazione di tutte le vittime del mare.

Come ricordato dalla presidente emerita del Circolo dei Sambenedettesi prof.ssa Benedetta Trevisani, “quest’anno si sono voluti ricordare i sambenedettesi morti in mare durante la prima Guerra Mondiale, uomini che hanno dato la loro vita per la Patria”.

Sono anche stati letti i nomi dei sedici sambenedettesi che parteciparono alla guerra come marinaio o “cannoniere scelto” del Corpo Regio Equipaggi Marittimi (C.R.E.M.) e che non fecero ritorno a casa: Giuseppe Biondi, Pasquale Bracaletti, Giovanni Battista Bruni, Giuseppe Luigi Consorti, Nazzareno Cosenza, Giuseppe Pasquale Cosignani, Serafino Di Carlo, Nazzareno Felicetti, Fortunato Granucci, Ercole Malatesta, Domenico Malavolta, Alfredo Massetti, Francesco Silenzi, Nazzareno Spazzafumo, Francesco Tancredi, Vincenzo Vagnoni.

“Questa cerimonia è un momento di dolore e di ricordo di tutti quei sambenedettesi che non sono più rientrati in porto – ha dichiarato il sindaco Giovanni Gaspari – ed è occasione per le istituzioni  per assumere impegni nei confronti della comunità che lavora in mare. Tutte le tragedie sono uguali e ciascun disperso o morto in mare è una ferita aperta per l’intera comunità. L’impegno che ogni anno dobbiamo perseguire è tutelare i lavoratori assicurando loro livelli alti si sicurezza”.

Anche il vice comandate della Capitaneria di Porto Giuseppe Marzano ha parlato di sicurezza come dovere istituzionale della Capitaneria e ha ricordato l’importanza di lavorare insieme per prestare massima attenzione a che tali tragedie non abbiano a ripetersi.

La parola è passata a don Giuseppe Giudici, viceparroco della Basilica Cattedrale “Madonna della Marina”, che ha voluto ricordare Marco Iampieri e Graziano Battistelli, due pescatori del motopeschereccio “Onda” morti in un incidente stradale la scorsa settimana.

Poi autorità e i tanti cittadini intervenuti, tra cui molti familiari di vittime del mare, si sono trasferiti in corteo al molo nord “Rodi” dove è stata deposta una corona sulle lapidi che costellano il muro frangiflutto per tenere viva la memoria di chi ha perso la vita in mare.

Alla presenza della moglie Maria Concetta e dei figli Nicola e Debora, è stata scoperta una targa in memoria del sambenedettese Sergio Rosetti e di tutte le vittime della tragedia del Moby Prince avvenuta al largo di Livorno nella notte del 10 aprile 1991. L’iniziativa è stata curata dell’associazione “140 – Familiari delle vittime del Moby Prince”. “Una tragedia – ha dichiarato Gaspari – che ci ha toccati da vicino e che ancora non ha ottenuto la verità: perché è giusto che i cari dei 140 morti sappiano cosa è realmente accaduto e ottengano giustizia”.

Al termine della cerimonia, il Sindaco ha anticipato che a gennaio, in occasione del “Giubileo della Misericordia dei marittimi” voluto dalla Curia Vescovile, verrà scoperta una targa in memoria di Livio Capriotti, comandante del motopeschereccio “Stella Bianca” deceduto lo scorso anno, come concordato con la famiglia.

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