DA ESPRESSO ROSSOBLU N. 1260. L’augurio di buone feste è scontato, che siano anche belle no. Stavolta per la città sportiva sambenedettese lo sono e non solo per i risultati del campo. Ci sono state altre occasioni con la Samb in testa alla classifica prima delle feste. Nel caso attuale il primato, infatti, non è soltanto numerico ma, oserei dire, globale.

L’arrivo di Franco Fedeli e la sua famiglia sta ridando alla città un’armonia che mancava da ‘secoli’ ma anche una fiducia nel futuro della quale avevamo bisogno tutti noi innamorati di una squadra, di colori che sono stati spesso in simbiosi con tutte le altre attività cittadine. Oserei dire riverasche.

Il presidente, nativo di Cascia, la città di Santa Rita, è riuscito nel difficilissimo intento di fidelizzare intorno alla sua squadra varie componenti che fino a ieri si guardavano in cagnesco a causa di dirigenze che avevano tutto l’interesse di spaccare l’ambiente per comandare “Dividi et impera” dicevano i latini.

Si facevano amici interessati che dovevano mettere in cattiva luce, noi per esempio, che abbiamo sempre messo il bene della Samb davanti a tutto (a costo di apparire antipatici) , senza mai nascondere, anzi cercando sempre di scoprire, magagne che hanno avuto tutti nei precedenti periodi. Chi più, chi meno ma nei loro interessi la fornazione rossoblu era un mezzo per avvantaggiare se stessi, chi per necessità economiche chi per altro.

Franco Fedeli sta dimostrando grande chiarezza di idee e la grandissima capacità (mai nessuno come lui) di non avere peli sulla lingua oltre ad essere un intenditore di calcio come pochi. Oggi in sala stampa ha detto una cosa molto saggia: “Stimo Palladini e faremo molta strada insieme perché un uomo con cui si può parlare e ragionare, altri che ho conosciuto sembravano  scienziati”. Senza minimamente pensare che le sue parole potevano dare adito all’ipotesi di un tecnico troppo accondiscente.

Non è così per il semplice motivo che Palladini non è accondiscente ma una persona intelligente che apre le orecchie e ascolta, prendendo consigli da tutti. Tanto più lo fa con il suo datore di lavoro ma poi ragiona sempre con la sua testa.

Un aspetto che non aveva ai primi tempi della sua carriera mentre oggi è la sua grande forza per cui gli auguro un futuro luminoso per proprio conto, magari dopo aver raccolto successi importanti per qualche anno con la famiglia Fedeli e i colori rossoblu.

Gli stessi tifosi della curva, prima troppo impulsivi, sono maturati molto e il merito va ad un presidente che ha fatto capire che lui non ha scheletri nell’armadio ed è disposto a dare una mano ad una società gloriosa. Non è poco. Ho la sensazione che gli organi competenti stiano aspettando un loro passo per impedire che Monticelli-Samb si giochi al “Del Duca”, a porte aperte. Serve la massima attenzione.

Della partita c’è poco da dire se non che è stata una gara ostica contro un avversario forte e ben messo in campo. Averlo rimontato aumenta ancor più i meriti di una squadra serena e unita che non perde mai la testa. Non potevamo aspettarci di meglio da una squadra esportata in blocco da un’altra città come Rieti. Città dove vive Giancarlo Petrangeli (è un amico della famiglia Pezzotti), un ex rossoblu, una bravissima persona che sarà felicissimo per quanto è avvenuto la scorsa estate. Fossi nel presidente lo inviterei per la prossima gara interna con la Fermana che si disputerà il giorno dell’Epifania. Ha disputato con la Samb sei campionati di serie B. Con due gol di cui uno strepitoso in un Foggia-Sambenedettese 0-3, allenatore Nedo Sonetti.

Secondo me la vittoria di oggi, visto come si era messa, è frutto di tutte le belle cose di cui ho parlato in questo mio ultimo commento dell’anno 2015. Auguri a tutti di un 2016 ricco di altrettanta serenità. Non solo nel calcio.

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