GROTTAMMARE – La mareggiata divide la politica grottammarese. Se nei giorni scorsi il consigliere del gruppo Grottammare Futura” Sandro Mariani aveva criticato i lavori di protezione del litorale, il sindaco Enrico Piergallini risponde: “Purtroppo confonde cifre e lavori e accusa accusa l’Amministrazione comunale di aver gettato inutilmente soldi a mare con gli interventi effettuati per la manutenzione delle scogliere. Non fa notare però che i tratti di scogliera su cui si è intervenuto hanno resistito alla mareggiata di giovedì scorso. Come al solito si lanciano accuse per gettare discredito sull’operato di questa Amministrazione senza conoscere i fatti o, peggio ancora, deformandoli, a proprio uso e consumo”.

Piergallini scrive: “Occorre pertanto ristabilire la verità riepilogando i fatti, già ampiamente raccontati nel corso del loro svolgimento anche attraverso gli organi di informazione. Due sono state le azioni in difesa della costa effettuati quest’anno. Il primo intervento, in primavera, ha riguardato la scogliera messa a protezione della balconata a mare nei pressi del Tesino: sono stati spesi 21 mila euro più Iva per rafforzare, con nuovi scogli, solo un terzo dell’intera scogliera, cioè circa 35 metri su 100 metri necessari. La restante parte è stata solo “assestata” con i materiali già presenti nell’area. L’intervento nel corso della sua esecuzione fu ampliamente pubblicizzato”.

“La seconda azione, eseguita ad ottobre, ha riguardato un tratto della lunghezza di quasi 100 metri lineari, su un totale di almeno 400 metri necessari, lungo la pista ciclabile tra Grottammare e Cupra Marittima, è costata poco meno di 40 mila euro, cifra finanziata con fondi straordinari stanziati dalla Regione Marche. In entrambi i casi siamo riusciti ad intervenire solo per ripristinare i punti più danneggiati e deteriorati dalla furia del mare. E queste parti, come detto, hanno resistito alla mareggiata di giovedì scorso. Una cosa è certa: se avessimo avuto più fondi a disposizione per operare avremmo sicuramente protetto anche le parti che oggi si presentano come le più esposte e deboli”.

 

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