SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se sarà un cielo sereno o se invece venti tumultuosi soffieranno, lo si saprà, forse, alle prime luci dell’alba. Il centrodestra sambenedettese vive gli ultimi giorni di ottobre fra oscillanti umori, e alcune certezze: confermate da un doppio incontro, una sorta di binario raddoppiato dove lasciar correre il treno che dovrebbe condurre alle elezioni di San Benedetto. Tutto sta a decidere il capotreno: Giorgio De Vecchis (Fratelli d’Italia) o Pasqualino Piunti (Forza Italia), in rigoroso ordine alfabetico.

Due incontri: al Papillon di zona Ragnola, su convocazione di Giuseppe Formentini e dalle cosiddette “civiche” del centrodestra a partire dalla lista Repubblicani-Martinelli. Un altro, invece, una sorta di interpartitica alla quale dovrebbero essere presenti i rappresentanti di Forza Italia (Andrea Assenti), Fratelli d’Italia (Barbara Sanavia), Lega Nord (Milco Mariani), Nuovo Centrodestra (Carmine Chiodi). I presenti all’incontro al Papillon auspicano di incontrare i due principali candidati, Piunti e De Vecchis, e arrivare ad un confronto che sia anche un modo per sciogliere i nodi. Ma nulla è certo sulla presenza dei due. Forse più probabile quella di De Vecchis, ma siamo davvero alle supposizioni.

La fase di stallo, di incontri, verifiche (e anche tante bocche cucite) potrebbe concludersi già questa sera, o al massimo nei prossimi giorni. Da parte dei partiti vi è stata una richiesta di un candidato unitario per affrontare le elezioni, ma le due candidature (divenute nel frattempo tre con Virginia Trenta) sono rimaste sul tavolo senza passi indietro. Ecco dunque che dopo l’ultimo incontro del 30 settembre scorso, il piatto da tiepido è stato messo in congelatore. Ed è facile prevedere – specialmente se non interverranno né De Vecchis né Piunti – che al termine della pizza al Papillon vi sia una sorta di “sciogliete le righe”. Ogni gruppo, senza la sussistenza dei vincoli dato da un coordinamento comune, si muoverà in maniera indipendente.

E allora occorrerà capire se il cielo stellato potrà nascondere qualche tranello ventoso. Il segnale l’ha certamente dato Pasqualino Piunti, che sabato incontrerà i cittadini all’hotel Calabresi. Una iniziativa personale ma sicuramente con l’accordo di Forza Italia. Il dondolo tra Piunti e De Vecchis diventerà, più facilmente, uno scivolo: ognuno per conto suo, chi scende più carico di alleanze arriva primo a terra. Fondamentale sarà anche capire cosa verrà fuori dall’interpartitica delle ore 18, con Sanavia e Assenti chiamati ad un lavoro di diplomazia, forse, d’attacco, anche.

Fratelli d’Italia e altri gruppi della coalizione, come i Repubblicani, hanno chiesto infatti le primarie come strumento per superare il confronto, ma Forza Italia in primis le ha rifiutate, e Piunti si è accodato al volere del suo partito (per i detrattori: nascosto). Quello che non è stato misurato al tavolo di coordinamento, o con il voto delle primarie, lo sarà a questo punto con la capacità di aggregazione dei due candidati. Il che potrebbe condurre ad una ipotetica ricondivisione in prossimità della campagna elettorale, secondo gli ottimisti. O ad un duplice candidato, secondo i pessimisti.

Piunti ha dalla sua Forza Italia e probabilmente Ncd e Lega Nord. Più una o due liste civiche d’appoggio. De Vecchis, oltre a Fratelli d’Italia, potrebbe attirare Repubblicani, la lista 63074 e non solo. La richiesta delle primarie di centrodestra derivava proprio dal peso acquisito a livello cittadino da Fratelli d’Italia dopo le regionali, con circa 80 iscritti in pochi mesi. Un peso che altri partiti della coalizione sicuramente non hanno e non potranno avere, anche se Piunti ha sempre rivendicato di essere “l’acchiappa-voti” per eccellenza, non solo nel centrodestra ma a livello cittadino.

Ma le primarie sono ormai un ricordo. E la notte difficilmente sarà consigliera.

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