SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Con il Monticelli dobbiamo vincere, non ci sono alternative poi a Fano mi aspetto un esodo”, esordisce il presidente rossoblu Franco Fedeli.

Proviamo dirgli che non sarà facile e che la vittoria di mercoledì non deve farci illudere. “Questo tipo di problemi li lascio ai tecnici, devono trovare loro il modo per arrivare alla vittoria senza farsi condizionare da problemi psicologici o altro. Se siamo superiori come credo, vincere è un diritto oltre che un dovere. È il loro mestiere e devono farlo bene. Io devo pensare soltanto a pagarli per quanto abbiamo pattuito
La capisco ma ci sono anche avversari tosti, per esempio il Fano che viene dato per fortissimo
Non lo metto in dubbio ma noi quest’anno dobbiamo salire in Lega Pro. Altrimenti la brutta figura la faccio io
Se qualcosa dovesse andar storto (facciamo le corna) e non dovessimo tenere testa alla capolista?
Ne ho già parlato con i miei collaboratori, con Alunni in particolare. Se a Dicembre l’attuale rosa non avrà dato segni visibili di essere la più forte, sarà compito mio a farcela diventare. Anzi le anticipo che ho già messo in moto il ds e il mio consulente Simone Perotti affinché si diano da fare a trovare quegli elementi, due, tre, quattro, quelli che serviranno, per raggiungere l’unico posto in classifica che ci interessa, il primo. Niente alibi
Se andrà bene…
Voglio che la Samb nei prossimi anni arrivi più in alto possibile. Dipenderà da me ma anche dall’entusiasmo che ci metterà, in tutti i sensi, la riviera picena. Non chiedo aiuto ma soltanto una grande collaborazione. Io farò di tutto per arrivare a più vittorie possibili. Agli sportivi e tifosi rossoblu chiedo semplicemente di venire allo stadio. Le premesse ci sono tutte ma le stesse dovranno crescere insieme ai miei investimenti. Mi piacerebbe che il connubio con la famiglia Fedeli passasse alla storia per aver rinnovato e magari superato i momenti entusiasmanti che la Sambenedettese ha vissuto in un passato oggi lontanissimo“.
Parole che mi hanno fatto “uscire gli occhi di fuori” ed anche qualche accenno di lacrima. Guai ad anticipare troppo gli eventi ma credo che l’arrivo di un presidente così rappresenti un ‘miracolo’, dopo anni di sofferenze.
La mia esperienza mi dice anche però che, a volte, anche i miracoli potrebbero risultare inutili se, chi li riceve se ne dimentica e inizia a ritenere tutto scontato. Come insegna la vita stessa: quando stiamo bene riteniamo che tutto ci sia dovuto, soltanto alla prima ‘disgrazia’ iniziamo ad apprezzare quello che avevamo. Poi noi che non avevamo niente…

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