SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Sarà uno strano scherzo del destino ma Fabio Zuccheri se ne è andato proprio nel giorno in cui la Samb ha cambiato proprietà. Così all’improvviso, come un battito di ciglia. Bravo ragazzo, forse “troppo” bravo per diventare un grande portiere, nato a Palmanova in provincia di Udine, una terra che ha un solo mito per chi intraprende questa professione : il “monumento” ovvero Dino Zoff. Andato via prestissimo da casa prima nella squadra della sua città, poi nelle “lontane” Teramo e San Benedetto del Tronto.

Proprio quando giocava nella Berretti del Teramo, ci disse una volta, “negli spogliatoi il lunedì non si parla che di Samb”, la grande rivale degli abruzzesi per tornare tra i Professionisti. Poi Arcipreti lo volle in Riviera e Mosconi, ex-portiere che l’ha sempre difeso nei momenti difficili, gli affidò senza indugi la maglia da titolare in Eccellenza. Trenta partite da titolare prima di lasciare il posto a Ciccarelli a promozione ormai acquisita. Solo 25 gol subiti, grazie anche a una difesa di ferro con Borghetti, Viti, Amaranti e Seye Mame. Qualche errore, fisiologico per la sua età, qualche brusio da parte della Curva Nord che comunque l’ha sempre incoraggiato, come una mamma che abbraccia un figlio venuto da lontano, ma anche tante belle parate. Poi l’ addio, un anno anonimo passato tra la panchina a Vado in Serie D e il ritorno vicino a casa, a Monfalcone in Eccellenza dove giocò solo una partita.

In questa stagione stava ripartendo dalla Promozione. Ma oggi non c è più e tutta S.Benedetto sportiva si è svegliata con le lacrime agli occhi. Non si può morire a vent’anni. Rimane la consolazione che nella sua breve vita ha vissuto una sola stagione ma da “grande” indossando la maglia numero uno di Persico, Sulfaro, Zenga, Tacconi, Ferron, Bonaiuti, Braglia, Chimenti ed altri arrivati in serie A o addirittura in Nazionale .

Lui non c’è riuscito. Peccato. Chissà se nell’ultimo giro di campo a Sevegliano avrà pensato al Riviera e a quella Samb che ha contribuito a far rinascere dalle ceneri. Addio Fabio e come si dice in questi casi, continua a parare lassù ma guarda sempre la “Tua” Samb che ha ancora bisogno di te.

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