SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il turismo sambenedettese chiama, i candidati alla presidenza non rispondono. I cinque pretendenti allo scranno più ambito di Palazzo Raffaello hanno disertato l’incontro organizzato dall’Apt sabato mattina.

Regina del turismo solo a parole, evidentemente. Se Ceriscioli aveva annunciato sin dalla vigilia la propria assenza (la seconda consecutiva, dopo la defezione all’appuntamento sullo stoccaggio del gas all’Agraria), Spacca ha invece optato per una tappa a Sforzacosta di Macerata per discutere di imprese e crescita del territorio.

Il confronto si è quindi trasformato in un faccia a faccia tra le associazioni di categoria e i candidati piceni in consiglio regionale. Il risultato in realtà non è stato troppo soddisfacente, condito di promesse, buoni propositi e la solita filastrocca della ‘città territorio’.

Ad esprimere il malumore degli operatori è stata la Confesercenti: “Non venite qui a fare campagna elettorale, per favore”, ha ammonito Sandro Assenti. “E’ ridicolo parlare di turismo così, qualcuno dovrà pur fare mea culpa. Si sta sempre a dire cosa si intende fare, ma cosa è stato fatto? Partiamo da sottozero. Parlate di intero Piceno da promuovere, poi però l’assessore di San Benedetto e quello di Ascoli nemmeno si parlano”.

Spietato il giudizio sulla città rivierasca: “A San Benedetto mancano eventi nazionali e luoghi per metterli in scena. I turisti devono pagare tassa di soggiorno e ticket sul lungomare. Sulla riqualificazione del litorale farei un minuto di raccoglimento. Senza dimenticare che la città è super-imbrattata. Andiamo all’estero a propagandare il nostro turismo, bisogna fare il contrario. Dobbiamo andare a chiedere di cosa hanno bisogno, non vantarci di quello che abbiamo”.

Assenti se l’è presa in primis con Piero Celani. L’esponente di Forza Italia aveva ribadito l’esigenza di unire le qualità del Piceno e di venderle in maniera compatta: “E’ stato cinque anni presidente della Provincia, dovrebbe informarci sui risultati ottenuti”.

Non è passata inosservata la stoccata (tardiva) di Fabio Urbinati alla sua vecchia giunta: “Per il mercato russo è stata favorita una buona promozione. Forse l’accoglienza non ha offerto quello che l’utenza russa voleva trovare sul nostro territorio”. Traduciamo noi: brava la Regione, rimandato il Comune.

Da Peppe Giorgini e Antonio Guidi i giudizi più severi. “Il mare, il sole e le spiagge ce le hanno in tanti”, ha dichiarato il grillino. “Il turismo europeo al 50% viene fatto sul web, occorre innovare. Dobbiamo portare i turisti non compiendo delle trasferte a Mosca, ma usando internet. La nostra base anagrafica va allargata, i vacanzieri sono soprattutto anziani. Sono i giovani quelli che spendono di più, eppure appena arrivano qui trovano un ospizio”.

L’ex ministro, candidato tra le fila di Fratelli d’Italia si è soffermato sui disagi causati dal nubifragio di venerdì pomeriggio e ha criticato la scelta di ospitare una trentina di migranti all’interno di un hotel a pochi passi dalla spiaggia: “Non si possono accogliere d’estate sul lungomare, è una follia”.

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