SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla presenza degli studenti, della professoressa Ida Castelletti in rappresentanza della dirigente Silvia Fazzini, degli insegnanti del Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e delle autorità civili e militari, si è svolta questa mattina, sabato 9 maggio, nell’aula magna dell’istituto superiore di San Benedetto del Tronto la commemorazione del Giorno delle Vittime delle Stragi e del Terrorismo.

 

Negli anni il Comune ha ricordato questo giorno intitolando alcune vie e piazze cittadine a personaggi che, a diverso titolo, sono stati vittime del terrorismo e delle stragi come il sambenedettese Roberto Peci, il ripano Vincenzo Illuminati e l’onorevole Aldo Moro.

 

Quest’anno per approfondire il tema del terrorismo e dello stragismo, le loro cause e le loro conseguenze sulla società, è stato invitato Ettore Picardi, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di L’Aquila.

 

Picardi nel suo intervento ha ripercorso la storia del terrorismo, le sue caratteristiche e l’attualità del fenomeno in Italia e nel mondo anche ricordando alcune vittime del terrorismo, da Aldo Moro a Vittorio Bachelet, alle vittime della strage della stazione di Bologna, Guido Rossa e molti altri.

 

“Se oggi viviamo in una società libera – ha dichiarato Picardi – lo dobbiamo a tante persone, magistrati, giudici, giornalisti e cittadini comuni che, con il loro sacrificio, anche estremo, negli anni ’70 e ’80 hanno resistito a quelle ondate di aggressione alla libertà. Negli anni di piombo il terrorismo era un’arma che provocava paura nella gente, a prescindere dalla matrice ideologica, perché aveva una precisa strategia della tensione finalizzata a creare insicurezza nel Paese”.

 

Nel ricordare le diverse correnti terroristiche che, dagli anni ’70 ad oggi, hanno provocato in Italia e nel mondo centinaia di morti (dalleBrigate rosse al brigatismo nero, dall’IRA in Irlanda all’ETA in Spagna, dalla mafia all’ISIS, dall’ecoterrorismo a quello stampo religioso), Picardi ha affermato che “le organizzazione terroristiche sono sistemi fondamentalmente perdenti perché usano in modo vile la tensione per destabilizzare la società e possono essere sconfitte mantenendo un comportamento razionale”.

 

In conclusione un docente del liceo, il professor Fabio Giallombardo, nel dire che spesso il terrorismo può essere strumentalizzato, ha voluto ricordare la figura di Peppino Impastato, giornalista e attivista noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978 ma che, in un primo momento, fu accusato di essere un terrorista.

 

Il dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di San Benedetto del Tronto Filippo Stragapede ha voluto dare il suo contributo ricordando che questo Paese ha un elemento inquietante in più: le stragi da noi non sono state pensate e realizzate solo da organizzazioniterroristiche ma hanno talvolta avuto una regia nei cosiddetti “servizi segreti deviati.

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