SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Porto e recenti accadimenti: come sempre l’ex assessore Nazzareno Torquati esprime la sua libera (sempre) opinione con documentazioni e numeri, come quasi nessun altro fa, in particolare gli assessori moderni che conoscono solo il numero dei voti da prendere. Bisogna ammettere onestamente che Nazzareno, anche quando era assessore alle attività produttive, univa ad ogni sua decisione i motivi e non a parole ma con resoconti precisi e sempre interessanti. Ricordo quella ricerca che fece per smuovere la città, dimostrando che il reddito economico proveniente dal turismo era pari al 5-6 %, non di più.  Quella che è giunta adesso in redazione riguarda il porto peschereccio e i finanziamenti europei e nazionali, materia nella quale è particolarmente ferrato. Per questo motivo ma anche per la stima che abbiamo (che ho) in lui, pubblichiamo integralmente un intervento che ci auguriamo scuota, se non il cervello, le coscienze degli attuali amministratori pubblici sambenedettesi. Da notare che l’inizio del declino è datato 2007, l’anno in cui si insediava la giunta Gaspari, tuttora al governo nonostante numeri fallimentari. Provassero a contestarlo se ne sono capaci. Scommettiamo che non lo faranno? In sintesi l’intervento di Torquati è mirato a far capire che i soldi dall’Europa arrivano e arriveranno ancora ma è anche importante il modo con cui vengono utilizzati. Non è chiaro se riferisce ad una mancanza di trasparenza o ad altro.

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“Nelle cronache degli ultimi giorni sono apparse notizie circa l’incapacità del comparto pesca di finanziamenti europei e nazionali. Questo non è assolutamente vero e denota una grande inconsapevolezza in chi lo afferma. Secondo i dati scaricabili dal sito europeo http://fishsubsidy.org/ il nostro porto, solo negli anni che vanno dal 1990 al 2007, ha ricevuto circa 17 milioni di euro risultando il secondo porto in Italia, dopo Mazara del Vallo, e il 36° in Europa ad aver ricevuto i maggiori finanziamenti comunitari. Questo relativamente alle imbarcazioni comprendendo le demolizioni ed escludendo i finanziamenti per l’ industria di trasformazione, il commercio, le strutture portuali e i Mercati Ittici che sommano un importo pari se non superiore a quello dei pescherecci. Nel periodo successivo al 2007 dove abbiamo avuto altre undici demolizioni e gli scampoli di finanziamento per l’ ammodernamento navi per un importo quantificabile in circa dieci milioni. Insomma se c’è una cosa del settore che ha funzionato alla perfezione è stata l’ abilità ed il tempismo con cui i consulenti locali sono riusciti ad intercettare i finanziamenti e a beneficiarne le imprese di pesca. I prossimi finanziamenti europei non saranno devoluti a pioggia ma dovranno essere supportati da programmi e idee capaci di ribaltare il sistema di pesca così come è oggi comunemente intesa. L’ approssimazione, le lamentele senza proposte o proposte di retroguardia, il continuare a far parte di un mondo primordiale legato alla caccia fine a se stessa, senza nessuna programmazione né criteri di sostenibilità ha portato il settore al disastro e sarà sempre peggio. I pescatori sono chiamati ad un cambio epocale di mentalità e ad usare maggiore attenzione ed intelligenza nel loro lavoro anche attivando corsi di aggiornamento e formazione. Devono riuscire a programmare un futuro con un programma che tenda all’ incremento delle risorse e alla diminuzione delle catture, così da poter ricostituire una parte degli stocks originari e millenari che siamo riusciti ad azzerare in meno di trenta anni. I finanziamenti sono notevoli e servono idee di grande spessore per attivarli e non gazzarre senza senso per la partecipazione ad organismi pletorici come le camere di commercio che non hanno competenze in materia. Anche in considerazione del fatto che i pescatori professionali locali stanno diminuendo drasticamente anno per anno fino a diventare irrilevanti nello scenario occupazionale della città. Ad oggi sono circa 250 i pescatori occupati, dei quali un terzo stagionali, con una presenza considerevole di extracomunitari” (Nazzareno Torquati)

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Voglio aggiungere che in una ipotetica lista, politicamente trasversale, della quale scriverò in un prossimo disappunto, il nome di Nazzareno Torquati va inserito. Ce ne sono altri come lui, aiutateci a scovarli.

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