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Intervista di Massimo Falcioni
Riprese e montaggio di Arianna Cameli
Telegiornali ore 14 e ore 19 e in replica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Delusi da Gas Plus. La Commissione consultiva sullo stoccaggio del gas stila un nuovo documento “al fine di approfondire alcune problematiche riferite ai criteri in base ai quali è stato redatto il Rapporto di Sicurezza Preliminare”. La relazione aggiornata arriva a due anni dalla prima ed è considerata dal presidente Giuseppe Cappelli “più attendibile ed approfondita, grazie anche ad una discussione moderata e meno apocalittica”.

In cima alle contestazioni spicca l’attacco all’atteggiamento adottato dalla multinazionale italiana che, a differenza di altre ditte, avrebbe manifestato nei confronti dell’amministrazione comunale e dei cittadini sambenedettesi una totale chiusura al confronto. “La ditta non ha rispettato i criteri di trasparenza”, ammonisce Cappelli. “Un atteggiamento che confligge con i principi di partecipazione previsti per la procedura di Valutazione Impatto Ambientale, sia dalle direttive europee che dalla normativa di recepimento nazionale”.

Viene quindi ribadita l’incoerenza di un’eventuale centrale in un contesto a vocazione turistica e densamente abitato. L’autostrada A14 si troverebbe ad appena 150 metri, la Salaria a 250, la rete ferroviaria a 400, senza dimenticare la presenza della Riserva Sentina nelle immediate vicinanze.

Ad imbarazzare sono pure “gli obsoleti dati tecnici e scientifici usati dalla Gas Plus”. Ad oggi, sempre secondo la Commissione, mancherebbe un documento ufficiale con l’esatta proiezione in superficie del reservoir e uno specifico modello tridimensionale della geologia.

Capitolo incidenti. La frequenza di accadimento prevista dal Rapporto si ferma a uno su un milione: “Una quota decisamente alta, vorremmo si toccasse uno su dieci milioni, per essere davvero sicuri. Per questi ed altri motivi rimangono dubbi fortemente ostativi per la prosecuzione del procedimento, in quanto carente di dati inerenti i possibili impatti e rischi per la salute pubblica”.

Il documento bis, lungo quattro pagine, enfatizza gli aspetti della struttura in superficie, tralasciando la parte geologica, precedentemente affrontata nella prima bozza e Terre.it, spin-off dell’Università di Camerino.

I Cinque Stelle hanno comunque allegato all’atto di Cappelli una serie di osservazioni aggiuntive. “Parallelamente alla Via doveva essere attivata la Valutazione di Impatto Sanitario, a proposito degli effetti sulla salute un impianto di stoccaggio potrebbe comportare ad una popolazione già ampiamente provata da carichi inquinanti”.

Nonostante il parere negativo espresso un anno fa dal presidente Gian Mario Spacca, il progetto gode dell’assenso fornito dagli organi tecnici regionali. “Ecco allora che era doveroso andare a sottolineare proprio le incongruenze sul lato tecnico”, commenta l’assessore Luca Spadoni.

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