SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anno nuovo, polemiche vecchie. Il Partito Democratico approccia al 2014 nello stesso modo in cui si era congedato prima di Natale, tra accuse, frecciate e minacce di dimissioni.

Emili e Pezzuoli continueranno a non essere invitati alle riunioni del gruppo consiliare. “Per me non cambia niente – avvisa Claudio Benigni – se muta il loro atteggiamento bene, altrimenti si prosegue per questa strada. Per me vale la regola per cui un consigliere rispetta il vincolo di mandato. Se loro non si riconoscono in questo principio non ha senso che partecipino al gruppo, viene meno il senso di squadra. Con i consiglieri democratici ci incontreremo in settimana, faremo il punto per ripartire”.

Benigni si mostra tranquillo, sente dalla sua l’appoggio della segreteria provinciale  e comunale: “L’atteggiamento dei dissidenti è grave. Ci sta di votare diversamente dalla tua maggioranza, ma non è ammissibile che si cerchi di far mancare il numero legale per far cadere l’amministrazione. E’ difficile definirsi del Pd quando tenti di mandare a casa una maggioranza capitanata da quello che in teoria sarebbe il tuo partito. Se nel territorio la nostra forza politica deciderà difformemente dalle regole in vigore a livello nazionale mi adeguerò ad una diversa interpretazione delle norme”.

Sul fronte dell’Unione Comunale si registra invece una mezza apertura da parte di Sabrina Gregori. “La Emili verrà certamente invitata ai prossimi appuntamenti in quanto membro di diritto, mentre Pezzuoli verrà chiamato a partecipare quando affronteremo l’argomento che li vede protagonisti”. Il tono però muta quando l’obiettivo vira sulla tempistica: “Sono tanti i temi da affrontare. In primis, è mia intenzione redigere uno statuto comunale, che ad oggi non esiste. Ci basiamo su quello nazionale e su quello regionale. Urge munirsi di un regolamento interno e di un’organizzazione puntuale. Inoltre, formeremo i dieci tavoli di discussione con la città. Non mi faccio dettare l’agenda da nessuno, non posso anteporre gli interessi di due soggetti a quelli del Pd. Loredana e Sergio criticano il mancato confronto? Io sono arrivata adesso. Se fanno riferimento a chi c’era prima di me, sono d’accordo con loro. Eredito una situazione che non avrei dovuto trovare, dopo un anno e mezzo”.

L’attesa dei disobbedienti non sarà eterna. Verso metà mese, ovvero a due settimane dall’invio della missiva ai coordinatori provinciali, locali e di circolo, scadrà l’ultimatum e probabilmente sarà inviata in Comune la lettera per ratificare la costituzione del Gruppo Misto. A meno di un clamoroso cambio di rotta.

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