SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Valorizzando un luogo, valorizzo il film”. E’ la convinzione di Giulio Base, che a San Benedetto girerà “Mio papà”, a partire dall’11 novembre per quattro settimane.

49 anni, attore e regista sia per la televisione che per il grande schermo, Base sta scoprendo le Marche, regione che lo lega a profonde amicizie, ma di cui si considerava parzialmente ignorante. “L’Italia è fantastica, scavandoci dentro ne sto avendo la conferma. La vita fa sempre dei bei regali, sto conoscendo una realtà stupenda”.

Il cinema spesse volte fa rima con rilancio. Rilancio di un territorio: “Con Don Matteo Gubbio è diventata meta ambitissima, prima non registrava una così alta quota di turisti”. Ricorda poi il caso della fiction “Maria Goretti”, risalente al 2003. “Lavorammo a Latina. Venni ringraziato dal sindaco, mi scrisse una lettera. Spero di poter ottenere l’identico successo qui da voi. Ritengo che questa parte del Paese sia poco sfruttata, attualmente c’è la moda del Salento, posto bellissimo, tuttavia abusato”.

Spostandosi per San Benedetto, Base ha individuato gli sfondi ideali alla sua pellicola. Dal Paese Alto al mare, passando per le piazze Giorgini e Nardone. Il teatro Concordia ridiventerà momentaneamente un cinema, mentre la macchina da presa approderà anche alla sede dell’Unicam.

“Siamo usciti in barca – racconta il regista – dato che una delle inquadrature sarà d’avvicinamento alla terra ferma”. Non mancherà pertanto la tappa al molo. “Camminando ho percepito l’amore per la tradizione, c’è il culto per la marineria”.

In merito ai ruoli minori, la produzione ha individuato gli otto attori che approderanno sul set. “Sono sorpreso dall’ottima resa. Li ho trovati preparati e muniti di una buona dizione. Le adesioni sono state tante, ma purtroppo non c’è spazio per tutti”. Nei prossimi giorni prenderanno invece il via i casting nelle scuole per l’individuazione di alcuni bambini da schierare come semplici comparse.

Prodotto da Movie And e Rai Cinema, con la collaborazione del Ministero dei Beni Culturali, “Mio papà” sarà interpretato da Giorgio Pasotti e Donatella Finocchiaro e racconterà il rapporto affettivo in una famiglia allargata tra un bambino – interpretato da Niccolò Calvagna – e il nuovo compagno della madre. “Il genere è quello del drama. Ci auguriamo di riuscire anche a far ridere e commuovere”, spiega Base, abituato a raccontare storie attraverso piattaforme differenti: “Tv e cinema non hanno lo stesso target. Le persone a cui ti rivolgi sono diverse. E’ difficile vedere gruppi di pensionati al cinema. Là ci vanno i ragazzi. E viceversa”.

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